Afghanistan-Pakistan: tensioni per la visita dei talebani

Pubblicato il 25 dicembre 2020 alle 10:50 in Afghanistan Pakistan

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Le autorità afghane hanno denunciato la presenza dei leader talebani e dei loro combattenti in Pakistan, affermando che si tratta di una “chiara violazione della sovranità nazionale dell’Afghanistan”. 

Il 25 dicembre, il Ministero degli Affari Esteri di Kabul ha commentato un video del vice leader talebano, Abdul Ghani Baradar, che si è rivolto ad alcuni membri del gruppo a Karachi, in occasione della sua visita in Pakistan. A tale proposito, le autorità afghane hanno affermato che la presenza dei leader talebani e dei loro affiliati prolungherà la crisi e l’instabilità in corso nella regione e metterà alla prova gli sforzi per garantire una pace duratura in Afghanistan. Il Ministero ha chiesto al Pakistan di impedire agli insorti di utilizzare il proprio territorio per lanciare attacchi contro l’Afghanistan, aggiungendo che eliminare i rifugi sicuri di ribelli e terroristi è fondamentale per una fine pacifica della crisi regionale. 

Il mullah Baradar e il team negoziale dei talebani hanno visitato il Pakistan, poco dopo aver sospeso i colloqui preliminari ai negoziati di pace inter-afghani per 23 giorni. In questo periodo, i militanti hanno tenuto consultazioni con i loro leader sulle questioni relative al prossimo ciclo di incontri che dovrebbe iniziare il 5 gennaio 2021. Un video diffuso sui social media ha mostrato Baradar in mezzo a un gruppo di persone, apparentemente membri talebani, a Karachi, in Pakistan. Nel filmato, l’uomo ha affermato che tutte le decisioni sul processo di pace sono in fase di finalizzazione con la leadership dei talebani e il consiglio religioso talebano in Pakistan. Baradar ha aggiunto che la leadership dei talebani è presente e radicata in Pakistan.

Fonti vicine ai talebani hanno affermato che durante il suo viaggio in Pakistan Baradar ha incontrato anche gli alti comandanti militari talebani, per discutere della riduzione della violenza. “Siamo costretti a venire perché non ci sono poche persone qui, tutta la nostra leadership è presente in questo luogo”, ha affermato Baradar. “Quando conduciamo negoziati parziali o generali, condividiamo l’intero processo con i leader e il consiglio degli Ulema qui. Riceviamo la loro guida e agiamo di conseguenza”, ha aggiunto. In reazione al video, i talebani hanno affermato che il mullah Baradar ha incontrato un gruppo di rifugiati afgani in Pakistan.

L’Afghanistan continua ad essere un Paese estremamente instabile, a seguito della sua travagliata storia. Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito ad una sanguinosa guerra civile combattuta da varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, affermando che Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi dal Paese, in cui ritenevano si nascondesse il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Nel 2003, anche la NATO era intervenuta, decimando la presenza degli estremisti islamici sul territorio afghano e relegando i talebani in alcune roccaforti. 

Nel 2020 si sono registrati alcuni progressi diplomatici. L’apertura di un dialogo intra-afghano è stata resa possibile da un accordo di pace siglato tra gli Stati Uniti e i talebani lo scorso 29 febbraio a Doha, in base al quale, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan. Da parte loro, i talebani si sono impegnati a diminuire gli attacchi e ad avviare un dialogo con il governo afghano. Nonostante gli incontri preliminari tra le due squadre negoziali siano iniziati il 12 settembre, ancora rimane da definire l’ordine del giorno che verrà affrontato nei veri e propri colloqui di pace. In tale contesto, le violenze nel Paese non accennano a diminuire. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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