USA: Chico Forti tornerà in Italia

Pubblicato il 24 dicembre 2020 alle 18:05 in Italia USA e Canada

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha annunciato di aver negoziato un accordo con gli Stati Uniti per consentire al detenuto italiano, noto come Chico Forti, di scontare la pena in Italia.

L’accordo è stato raggiunto sotto l’egida della Convenzione di Strasburgo del 1983, che consente ai detenuti di scontare la pena nel loro Paese di origine. “Un risultato estremamente importante, che premia un lungo e paziente lavoro politico e diplomatico”, ha aggiunto il capo della Farnesina, aggiungendo che “il Governatore della Florida ha accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia”. E che ora il Governo “seguirà i prossimi passi per accelerare il più possibile l’arrivo di Chico”.

Enrico Forti, 61 anni, è un ex produttore televisivo ed ex campione di windsurf che sta scontando una condanna all’ergastolo senza condizionale negli Stati Uniti, per l’omicidio di un uomo d’affari australiano, Dale Pike, 43 anni all’epoca dei fatti. Pike è stato trovato morto a Miami il 16 febbraio del 1998, il giorno dopo aver incontrato Forti. L’uomo si professa da sempre innocente e il suo caso presenta alcune ombre che hanno portato gruppi di persone a mobilitarsi per chiedere la riapertura delle indagini. Tuttavia, negli Stati Uniti non è facile riaprire un caso giudiziario e operare una revisione di una sentenza di condanna. Può accadere, ma è molto difficile da ottenere. 

Il 31 luglio, Di Maio aveva riportato l’attenzione sul caso, quando aveva citato l’impegno dell’attuale governo per i connazionali all’estero, in un video registrato dallo stesso ministro alla Farnesina. Il primo ad essere stato citato era Mario Paciolla, un ragazzo napoletano di 33 anni, deceduto in Colombia, dove si era recato come cooperante per l’ONU. Successivamente, il ministro aveva riferito che il governo rimaneva impegnato a “fare giustizia” sul caso dell’omicidio di Giulio Regeni in Egitto. Infine, sottolineando che si tratta di una situazione diversa rispetto alle precedenti, Di Maio ha sottolineato l’attenzione dell’esecutivo verso il caso di Enrico Forti. “Stiamo lavorando, con il nostro ambasciatore negli Stati Uniti e con il governo degli Stati Uniti per riportalo qui”, aveva dichiarato il ministro. 

Il governo ha quindi portato la vicenda all’attenzione degli Stati Uniti, coinvolgendo anche il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, che il ministro degli Esteri italiano ha ringraziato personalmente “per l’amicizia e la collaborazione che ha offerto per giungere a questo esito così importante”. “Non ci siamo mai dimenticati di Chico Forti – ha dichiarato Di Maio – che potrà finalmente fare ritorno nel suo Paese vicino ai suoi cari. Sono personalmente grato al Governatore DeSantis e all’Amministrazione Federale degli Stati Uniti”. Accanto a quello politico, il lavoro diplomatico è stato portato avanti negli ultimi anni dall’ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio. La notizia è stata personalmente riferita dal capo della Farnesina alla famiglia Forti, al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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