Scontri tra India e Pakistan nel Kashmir colpiscono civili

Pubblicato il 24 dicembre 2020 alle 9:11 in India Pakistan

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L’Esercito del Pakistan ha affermato, il 23 dicembre, che bombardamenti indiani hanno ucciso una donna di 50 anni e hanno ferito tre civili, tra cui un bambino di 4 anni e due ragazzi di 16 e 18 anni, nella porzione di Kashmir amministrata da Islamabad. Nella stessa giornata le autorità di pakistane hanno convocato diplomatici indiani per rivolgere una protesta formale  in merito all’accaduto.

In particolare, l’episodio denunciato dall’Esercito indiano risale al 22 dicembre scorso e si è verificato nelle aree di Tatta Pani and Jandrot, lungo la Linea di Controllo (LoC), un confine de facto istituito dall’Onu nel Kashmir tra la parte indiana e quella pakistana. Secondo la dichiarazione scritta rilasciata dalle forze di Islamabad, le truppe indiane avrebbero perpetrato una violazione “non provocata” del cessate il fuoco, prendendo “intenzionalmente” di mira la popolazione civile con mortai e altre armi pesanti. L’episodio si è verificato poche ore prima della visita del capo dell’Esercito pakistano, il generale Qamar Javed Bajwa, alle truppe stazionate lungo la LoC.

Il Ministero degli affari Esteri del Pakistan ha commentato la vicenda il 23 dicembre, dichiarando che tali violazioni della legge internazionale rispecchino i tentativi dell’India di esacerbare la situazione lungo la LoC e che siano una minaccia alla sicurezza e alla pace dell’intera regione.

Sia l’India, sia il Pakistan spesso si accusano reciprocamente di violare il cessate il fuoco attivo lungo la LoC dal 2003. Rispettivamente al 2020, Islamabad ha accusato Nuova Delhi di aver compiuto 3.000 violazioni, uccidendo 28 civili e ferendone oltre 249. Da parte sua, Nuova Delhi ha invece affermato che Islamabad abbia violato il cessate il fuoco 3.800 volte. L’episodio più grave rispetto all’ultimo anno di tensioni risale allo scorso 13 novembre, quando uno scontro a fuoco lungo la LoC ha causato la morte di 15 civili e gravi danni a più villaggi nella valle di Neelum, nella parte pakistana. Di recente, anche un veicolo degli osservatori delle Nazioni Unite è stato colpito negli scontri a fuoco indo-pakistani senza causare vittime e Islamabad ha addossato la colpa dei fatti a Nuova Delhi che ha però smentito.

Il nodo centrale delle tensioni tra India e Pakistan riguarda il Kashmir, una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. La parte centro-meridionale dell’area, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, a Nord-Ovest, sono sotto la giurisdizione del Pakistan e la zona a Nord-Est, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è riconosciuta dagli attori coinvolti tant’è vero che Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra. Di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti, l’Onu ha istituito la LoC, dove è in atto un cessate il fuoco dal 2003 che Islamabad e Nuova Delhi si accusano reciprocamente di violare di frequente. Al contempo, da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare i militanti.

Dal 5 agosto 2019, l’India ha revocato l’autonomia alla propria porzione di Kashmir e ne ha cambiano lo status amministrativo. Il successivo 31 ottobre 2019, Nuova Delhi ha poi pubblicato una nuova mappa del Paese in cui i territori contesi con Islamabad del Jammu e del Kashmir sono stati fatti rientrare nei cosiddetti Territori dell’Unione Jammu, Kashmir e Ladakh, insieme alle aree amministrate dal Pakistan del Kashmir, di Gilgit-Baltistan e di Azad Jammu.

Il Pakistan aveva da subito protestato contro tali cambiamenti, declassando lo status delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e sospendendo gli scambi commerciali e il servizio ferroviario con l’India. Un anno più tardi, il 4 agosto scorso, il Pakistan ha poi pubblicato una nuova cartina politica del Paese nella quale ha inglobato parte del territorio conteso con l’India nel Kashmir, connettendo la LoC al confine con la Cina, così da includere nel territorio pakistano anche il ghiacciaio Siachen, che si trova al confine fra Cina, India e Pakistan ed è controllato da Nuova Delhi. Quest’ultima ha da subito respinto le modifiche pakistane, sostenendo che non abbiano basi legali.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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