Romania: fiducia al governo di Florin Citu

Pubblicato il 24 dicembre 2020 alle 20:37 in Europa Romania

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In Romania, il Parlamento ha votato la fiducia al nuovo governo di centrodestra guidato dal primo ministro, Florin Citu, mercoledì 23 dicembre. Il premier, economista liberale di 48 anni, ha ricoperto la posizione di ministro delle Finanze nel governo uscente di Ludovic Orban. I voti a favore del nuovo esecutivo sono stati 260, i contrari 186.

La squadra è una coalizione a tre formata dal partito liberale (Pnl), attualmente al potere, dai riformisti moderati di USR-Plus e dal partito della minoranza ungherese (Udmr). I ministeri saranno 21 e ci saranno due vicepremier, uno per ognuno dei due partiti minori.

Citu è stato designato il 22 dicembre, dal presidente Klaus Iohannis, alla guida del nuovo governo. Nelle sue dichiarazioni, il premier ha sottolineato che gli obiettivi principali della sua squadra saranno quello di continuare a combattere contro la pandemia di coronavirus, per vincere alla fine questa sfida, e quello di rimettere in sesto l’economia, fortemente colpita dall’emergenza sanitaria. La Romania è uno degli Stati dei Balcani più colpito dall’infezione di Covid-19, con oltre 600.000 contagi registrati finora e quasi 15 mila morti.

Il 7 dicembre, l’ex premier Orban aveva rassegnato le dimissioni dopo che il partito di centro-destra da lui guidato, il Partito nazionale liberale, aveva registrato una sconfitta alle elezioni parlamentari del 6 dicembre. “La Romania ha bisogno di un governo responsabile che rappresenti il volere dei cittadini […] Con la mia decisione odierna voglio dimostrare chiaramente una cosa: non mi aggrapperò alla posizione di primo ministro”, aveva detto Orban al momento dell’annuncio.

Le ultime elezioni nazionali in Romania sono state caratterizzate da un alto astensionismo. Solo il 31.84% degli aventi diritto al voto si è presentato alle urne, la percentuale più bassa di sempre nel Paese. I votanti hanno scelto il Partito socialdemocratico di centro-sinistra, che ha ricevuto la maggioranza delle preferenze, ottenendo circa il 30% dei voti, seguito dal Partito nazionale liberale che ne ha ricevuti circa il 25%. Orban si aspettava una vittoria a mani basse. La perdita di popolarità del partito, tuttavia, si spiega in parte per via della gestione dell’emergenza coronavirus.

L’ex-premier della Romania aveva assunto la carica di primo ministro il 4 novembre 2019, in seguito ad un voto di sfiducia che aveva fatto cadere il governo guidato al tempo dai socialdemocratici, il cui leader, Liviu Dragnea, era stato incarcerato per abuso d’ufficio nello stesso anno. Sempre nel 2019, poi, erano state indette elezioni presidenziali, che avevano confermato Iohannis capo di Stato per la seconda volta consecutiva. 

Iohannis ha debuttato in politica nel 1990, ma non è apparso sulla scena nazionale prima del 2009. Nel 2014, cinque anni dopo la sua prima candidatura a livello nazionale, è stato eletto presidente della Romania. L’attuale capo di Stato di Bucarest si batte per rafforzare l’alleanza con gli Stati Uniti ed è visto da molti cittadini rumeni quale rappresentazione di un nuovo concetto di politica. A tale riguardo, l’agenzia di stampa Reuters ha sottolineato che, nel corso della sua campagna elettorale, Iohannis si è impegnato a rafforzare le misure anticorruzione nel Paese, considerato uno dei più corrotti di Europa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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