Putin: relazioni con Washington non cambieranno sotto Biden

Pubblicato il 24 dicembre 2020 alle 9:56 in Russia USA e Canada

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Il presidente russo Vladimir Putin ritiene che i rapporti tra Mosca e Washington proseguiranno nel solito modo, e l’arrivo alla Casa Bianca del nuovo leader statunitense, Joe Biden, non avrà sulle relazioni russo-statunitense alcun impatto, né positivo né negativo.

Putin il 23 dicembre ha presieduto una riunione congiunta del Consiglio di Stato e del Consiglio per lo sviluppo strategico e i programmi nazionali della Russia, in cui ha chiesto di lavorare senza tener conto dello stato delle relazioni tra la Casa Bianca e il Cremlino.

“Per quanto riguarda il cambio di potere negli Stati Uniti e che ci renderà tutto più difficile, non credo. Tutto continuerà come al solito. Non dobbiamo lasciarci trascinare, dobbiamo capire le difficoltà esistenti, intuire le minacce  per prevenirle in anticipo, e programmare adeguatamente il nostro lavoro nel ramo economico, relativo all’aumento della nostra capacità difensiva”, ha sottolineato il leader del Cremlino.

Сon queste parole il presidente russo ha commentato il discorso del leader del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), Gennady Zyuganov, che su questo argomento era intervenuto durante la riunione congiunta del Consiglio di Stato e del Consiglio per lo sviluppo strategico e i progetti nazionali.

“Dobbiamo capire perfettamente che con l’arrivo di Biden la situazione peggiorerà per tutti. Questo è un neoglobalista che ci ha dichiarati nemici numero uno, e dobbiamo fare di tutto per unire il più possibile la società”, aveva affermato Zyuganov, leader del principale partito di opposizione parlamentare nella Federazione russa, durante il suo intervento.

Putin si è congratulato con Biden per la vittoria lo scorso 14 dicembre, 41 giorni dopo le elezioni. Il Cremlino ha atteso il voto del Collegio Elettorale, che ha formalizzato l’elezione alla Casa Bianca dell’ex vicepresidente democratico. Mosca ha resistito a riconoscere la vittoria di Biden nel voto del 3 novembre, nonostante le proiezioni, i conteggi e i riconteggi mostravano che l’ex vicepresidente aveva ottenuto la maggioranza negli stati chiave. Dmitry Peskov, addetto stampa del Cremlino, in precedenza aveva affermato che il presidente avrebbe aspettato “risultati ufficiali” in quelle che sono state descritte come elezioni contestate.  

Gli analisti hanno spiegato che l’atteggiamento di Putin non poggia su una presunta maggiore affinità con Trump, come dimostra il fatto che, nonostante le presunte ingerenze russe nell’elezione del 2016 e il cosiddetto Russia-gate, i rapporti tra Washington e Mosca non sono affatto migliorati durante la presidenza del magante repubblicano newyorchese. Anzi, le sanzioni contro la Russia sono aumentate negli ultimi quattro anni. Secondo gli esperti l’attendismo del Cremlino poggiava su timori di un eventuale ribaltamento dei risultati da parte dei tribunali, che avrebbe costretto Mosca a rettificare e giustificarsi, peggiorando così i già tesi rapporti con la Casa Bianca. La stessa strategia di Mosca era stata adottata da altri Paesi che hanno avuto relazioni tese con Washington durante la presidenza Trump, tra questi la Repubblica Popolare Cinese e il Messico.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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