Cina: Alibaba sotto indagine

Pubblicato il 24 dicembre 2020 alle 12:27 in Asia Cina

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L’Amministrazione statale per la Regolamentazione del Mercato cinese ha annunciato di aver avviato un’indagine antitrust contro Alibaba Group, il 24 dicembre, sospettato di aver  perpetrato attività monopolistiche. Le autorità cinesi incontreranno anche Ant Group, la società affiliata ad Alibaba che si occupa di tecnologia, servizi finanziari e metodi di pagamento e che è proprietaria di Alipay, per guidarla nell’implementazione della vigilanza finanziaria, della concorrenza leale e della tutela dei legittimi diritti e interessi dei consumatori.

Alibaba ha rilasciato una dichiarazione in cui ha annunciato che l’azienda coopererà alle indagini mentre Ant ha dichiarato che analizzerà attentamente e si atterrà fermamente alle richieste delle autorità, implementando quanto da esse previsto. Tra le accuse a carico dell’azienda vi sarebbe quella di aver perpetrato la pratica “scegli uno tra i due”, in base alla quale ai commercianti affiliati ad Alibaba Group sarebbe stato chiesto di firmare patti di cooperazione esclusivi che avrebbero impedito loro di offrire i propri prodotti su altre piattaforme diverse da quelle di Alibaba.

Più media occidentali hanno ricondotto l’indagine annunciata il 24 dicembre a recenti avvenimenti che hanno coinvolto il proprietario di Alibaba, Jack Ma, e le sue aziende. Lo scorso 14 settembre, la Cina aveva elaborato nuove norme per le holding finanziarie in quanto, secondo la Banca centrale cinese, vi sarebbero state “scappatoie” nei regolamenti per tali aziende e tra quelle citate vi era anche Ant. Il successivo 21 ottobre, intanto il gruppo aveva anche ricevuto l’approvazione finale per avanzare la propria offerta pubblica iniziale (IPO) sul mercato azionario di Shanghai. Tre giorni dopo, il 24 ottobre, durante un evento pubblico organizzato a Shanghai e al quale hanno partecipato funzionari delle autorità di regolamentazione della Cina, Ma aveva affermato che, nel Paese, l’innovazione fosse “soffocata” dal sistema finanziario e regolamentare e che quest’ultimo dovesse quindi essere riformato per alimentare la crescita. In tale occasione, Ma aveva altresì paragonato i l Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ad un “circolo di uomini anziani”.

Nel frattempo, Ant si era garantita l’appoggio di importanti investitori internazionali, ma, lo scorso 2 novembre, la Commissione della Cina per la Stabilità e lo Sviluppo finanziari, capeggiata dal vice premier cinese, Liu He, aveva avanzato preoccupazioni per i rischi legati al rapido sviluppo della tecnologia finanziaria. Secondo più osservatori tali affermazioni sarebbero state la risposta allo sviluppo di Ant. Il successivo 2 novembre, quattro tra i maggiori regolatori finanziari cinesi avevano poi dichiarato di aver avuto colloqui con due dirigenti di Ant e con Ma, durante i quali avevano suggerito norme più severe per le società di micro-credito online per contribuire a contenere potenziali rischi finanziari e frenare l’aumento del livello del debito. Il giorno successivo, alla luce di tali conversazioni, il mercato finanziario di Shanghai aveva poi sospeso l’IPO di Ant sul suo mercato STAR, incentrato sulla tecnologia.

Il 10 dicembre scorso, la Cina ha pubblicato una bozza di regole volte a prevenire comportamenti monopolistici da parte delle piattaforme Internet che avrebbero potuto aumentare il controllo sulle piattaforme di e-commerce e sui servizi di pagamento che appartengono ad Alibaba. Il giorno dopo, il CEO di Alibaba Group, Daniel Zhang, aveva definito tali misure necessarie e opportune. In base alle regole in questione, il 14 dicembre successivo, la Cina aveva poi multato Alibaba e altre aziende avvertendole che non avrebbe più tollerato pratiche monopolistiche e di prepararsi a controlli più severi.

Il Quotidiano del Popolo, pubblicato dal Partito comunista cinese (PCC), ha affermato che l’indagine avviata dalle autorità cinesi sia stata una misura importante per rafforzare i controlli anti-monopolio nel settore di internet. Di recente, anche l’Ufficio politico del PCC e  e la Conferenza sul lavoro economico centrale avevano richiesto esplicitamente tali misure. La Cina avrebbe da sempre sostenuto lo sviluppo dell’economia on-line ma sarebbe altresì necessario che il suo sviluppo andasse di pari passo con la sua regolamentazione. Nell’articolo, il Quotidiano del Popolo ha poi specificato che le nuove misure anti-monopolio saranno applicate equamente nei confronti di tutte le entità.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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