Arabia Saudita: arriva MH-60R, l’elicottero più avanzato al mondo

Pubblicato il 24 dicembre 2020 alle 17:00 in Arabia Saudita Medio Oriente

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La Marina Reale saudita ha ufficialmente introdotto nella propria flotta gli elicotteri navali da combattimento multi-missione MH-60R, considerati tra gli elicotteri marittimi più avanzati al mondo.  

Ciò è avvenuto nel corso di una cerimonia ufficiale, svoltasi il 23 dicembre presso la città saudita di Jubail, che ha visto la presenza, tra gli altri, del comandante delle forze navali saudite, Fahd Bin Abdullah al-Ghufaili, e il comandante del Comando centrale delle forze navali USA, Samuel Paparo, il quale sovrintende la Quinta Flotta statunitense con base in Bahrein. Il mezzo in questione è prodotto sin dagli anni settanta da un’azienda statunitense, la Sikorsky Aircraft Corporation, di proprietà della Lockheed Martin Corporation.

Durante la cerimonia del 23 dicembre, il tenente generale al-Ghufaili ha espresso la soddisfazione delle proprie forze per essere in possesso di elicotteri anti-sommergibili, dotati di tecnologie di ultima generazione, e in grado di condurre missioni e contrastare obiettivi sia in superficie sia in mare, in diverse condizioni metereologiche. Motivo per cui, a detta di al-Ghufaili, gli elicotteri MH-60R miglioreranno le capacità delle forze navali saudite nell’affrontare tutte le sfide e le minacce nella regione e nel potenziare la sicurezza marittima, così da difendere gli interessi del Regno. Tra le altre missioni secondarie che è possibile effettuare tramite tali elicotteri vi sono quelle di ricerca e salvataggio, rifornimento verticale, supporto antincendio di superficie navale, supporto logistico, e trasporto del personale. L’elicottero può essere equipaggiato con una vasta gamma di armi, tra cui missili anti-superficie Lockheed Martin AGM-114 Hellfire, mentre può trasportare fino a tre siluri leggeri ATK mk50 o mk46 attivi / passivi.

Uno dei primi contratti tra Washington e Riad per l’acquisto di MH-60R risale al 2015, quando il Dipartimento di Stato USA ha approvato un accordo da 1.9 miliardi di dollari che includeva 10 elicotteri multi-missione, al fine di rafforzare la sicurezza di un “partner strategico regionale”. L’Arabia Saudita è considerata un centro strategico, circondato dal Mar Rosso a Ovest, dal Golfo di Aqaba e dal Golfo Persico a Est, con spiagge che si estendono per più di mille chilometri e con oltre 1000 isole, il che rende necessario rafforzare la prontezza delle forze navali per garantire sicurezza a livello marittimo.

Secondo quanto riferito dal quotidiano arabo al-Khaleej Online, l’Arabia Saudita è ancora nella lista dei Paesi del mondo che importano il maggior numero di armi di vario tipo, sistemi di difesa aerea in primis. L’obiettivo di Riad è proteggere il proprio spazio aereo dai missili balistici che colpiscono le installazioni vitali del Regno. Inoltre, l’8% del prodotto interno lordo saudita, e circa il 28% del bilancio statale annuale, viene destinato al settore militare.

In tale quadro, gli Stati Uniti rappresentano un partner rilevante, da cui ricevono circa un quinto delle armi acquistate dall’estero. Non da ultimo, risale all’11 ottobre 2019 la notizia con cui Washington aveva riferito di aver dispiegato 2.800 soldati aggiuntivi nel Regno saudita, oltre ad aver inviato due squadroni di jet da combattimento, un’ala di spedizione aerea, due batterie di missili Patriot e un sistema di difesa missilistica THAAD. Come evidenziato dal Segretario alla Difesa statunitense, Mark Esper, le truppe USA in Arabia Saudita, all’11 ottobre, sarebbero giunte a 3.000 membri.

Tale operazione era giunta dopo che, il 14 settembre, due impianti petroliferi della compagnia saudita Aramco, situati nelle province di Abqaiq e Khurais, nell’Est dell’Arabia Saudita, erano stati colpiti da raid aerei, rivendicati dal gruppo di ribelli sciiti Houthi. In tale occasione, l’Iran è stato ritenuto il responsabile di tale accaduto, sia dagli Stati Uniti sia da altri Paesi, tra cui Francia, Germania e Regno Unito, in quanto non vi sarebbero state “altre spiegazioni”. Teheran, dal canto suo, ha negato le accuse.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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