NATO: risposta globale alla pandemia da coronavirus

Pubblicato il 23 dicembre 2020 alle 7:01 in NATO

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nel corso del 2020, la NATO e il personale militare alleato hanno contribuito alla lotta contro il Coronavirus, sia nei Paesi alleati sia in quelli partner. Circa 350 voli, coordinati dalla NATO, hanno distribuito rifornimenti critici in tutto il mondo. Quasi mezzo milione di truppe dell’Alleanza ha sostenuto gli aiuti civili, costruendo circa 100 ospedali da campo, rendendo sicuri i confini e assistendo con i test e con i trasporti.

La NATO ha sviluppato un nuovo piano operativo per garantire la propria disponibilità ad aiutare sia i Paesi membri sia i partner. L’Alleanza ha anche istituito un fondo fiduciario per l’acquisto di articoli urgenti ed una scorta di equipaggio medico: sedici Alleati hanno fornito contributi finanziari per un totale di 5 milioni € e cinque nazioni partner hanno contribuito direttamente con i materiali necessari.

Dall’inizio della crisi, il Centro di Coordinamento Euro-Atlantico di Risposta alle Catastrofi della NATO (EADRCC), il principale meccanismo civile di risposta alle emergenze nell’area euro-atlantica, insieme all’Ufficio di Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), ha coordinato 22 richieste di assistenza da parte degli Alleati e dei Paesi partner. De facto, nel corso dell’autunno, l’Albania, la Repubblica Ceca, il Montenegro e la Macedonia del Nord hanno ricevuto decine di ventilatori e un totale di circa 1.5 milioni € di equipaggio medico provenienti dalla scorta. Alcuni contributi finanziari sono stati utilizzati per fornire aiuti ai partner della NATO colpiti più duramente, tra cui la Bosnia-Erzegovina, l’Iraq, la Repubblica della Moldavia, la Tunisia e l’Ucraina.

In aggiunta, il supporto logistico fornito dalla NATO Support and Procurement Agency (NSPA), il principale fornitore di servizi dell’Alleanza, ha aiutato i Paesi membri e i partner ad ottenere vantaggi delle economie di scala nell’acquisto del materiale di soccorso per contrastare gli effetti della pandemia. La NSPA ha anche assistito gli Alleati e i partner nel trasporto di beni di soccorso urgenti tramite programmi quali il Strategic Airlift Capability (SAC) e il Strategic Airlift International Solution (SALIS), nonché attraverso voli commerciali charter offerti dal Lussemburgo. In totale, circa 1.500 tonnellate di forniture e attrezzature mediche sono state trasportate nei Paesi alleati, tra cui l’Ungheria, la Romania, la Bulgaria e i Paesi Bassi, nonché la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Germania e la Polonia. In aggiunta, l’Alleanza ha sostenuto le autorità locali nei Paesi in cui essa è dispiegata, tra cui l’Afghanistan, il Kosovo e l’Iraq.

La NATO ha inoltre collaborato con altre organizzazioni internazionali, tra cui l’Unione Europea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), il già citato OCHA e il Programma Alimentare Mondiale (WFP) delle Nazioni Unite.  Il 27 luglio scorso, in risposta ad una richiesta globale delle Nazioni Unite di supporto aereo in risposta alla pandemia, i voli della Royal Air Force (RAF), coordinati dal EADRCC, hanno trasportato un ospedale da campo dall’Europa ad Accra, in Ghana. La struttura, di circa 130 tonnellate, ha la capacità di assistere fino a 92 persone. È stato il primo di una serie di voli della RAF che ha trasportato rifornimenti finanziati da aiuti britannici a nome del WFP e della NATO.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.