Nagorno-Karabakh: militari russi bonificano 10 ettari di campi minati

Pubblicato il 23 dicembre 2020 alle 6:11 in Armenia Russia

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Le forze di pace russe hanno sminato altri 10 ettari di territorio nel Nagorno-Karabakh, ha riferito in una dichiarazione il Ministero della Difesa della Federazione Russa.

“Durante l’operazione, le unità ingegneristiche delle forze di pace russe nel Nagorno-Karabakh hanno sminato circa 248 ettari di terreno, 95,3 chilometri di strade, 423 case”, si legge nella nota del dicastero militare.

“Più di 8.300 oggetti esplosivi sono stati scoperti e neutralizzati”, dichiara il ministero.

Nella giornata di lunedì, Mosca aveva fatto sapere che le forze di pace russe hanno bonificato circa 238 ettari di territorio minato in Karabakh.

Nel frattempo, negli ultimi giorni oltre 350 rifugiati sono tornati nelle loro case nel Nagorno-Karabakh, ha dichiarato in un comunicato il Ministero della Difesa russo.

“Oggi, 351 persone sono state portate in autobus da Yerevan a Stepanakert. Gli autobus sono stati accompagnati dalle pattuglie del contingente russo di pace e dalla polizia militare”, si legge nella nota.

Dalla firma della tregua, più di 43.000 rifugiati sono già tornati nei loro luoghi di residenza permanente in Karabakh.

Dopo sei settimane di guerra, lo scorso 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

L’annuncio della fine della guerra ha scatenato le proteste a Erevan, i cui partecipanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Nikol Pashinyan. Lo stesso Pashinyan ha spiegato la firma dell’accordo di pace con la richiesta dei militari. A sua volta, il presidente Sargsyan ha affermato di aver appreso dell’accordo dalla stampa, poiché nessuno si era consultato con lui sull’argomento, chiedendo anch’egli le dimissioni del governo del primo ministro Nikol Pashinyan e lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate.

Il conflitto tra i due Paesi tuttavia non è qualcosa di nuovo. L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono infatti il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia. Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate nuovamente la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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