Caso Navalny: Mosca convoca ambasciatori di Francia, Germania e Svezia

Pubblicato il 23 dicembre 2020 alle 6:36 in Europa Russia

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Gli ambasciatori di Germania, Francia e Svezia a Mosca sono stati convocati al Ministero degli Affari Esteri russo in relazione all’introduzione di sanzioni anti-russe da parte dell’Unione Europea martedì 22 dicembre. Lo ha riferito all’agenzia di stampa TASS la portavoce del dicastero guidato da Sergej Lavrov, Maria Zakharova.

“Oggi al Ministero degli Esteri alle 11:00, in relazione all’introduzione delle sanzioni anti-russe da parte dell’UE, sono stati convocati i capi delle missioni diplomatiche di Germania, Francia e Svezia”, ha riferito Zakharova poco prima dell’arrivo dei diplomatici.

Secondo la stampa russa, il Ministero degli Esteri ha convocato gli ambasciatori di Germania, Francia e Svezia per le sanzioni unilaterali che l’Unione Europea ha imposto a diversi alti funzionari coinvolti nel caso dell’avvelenamento del blogger anticorruzione e leader dell’opposizione extraparlamentare a Vladimir Putin, Aleksej Navalny.

L’ambasciatore francese, Pierre Levy, è arrivato per primo all’edificio del ministero, sullo Smolenskij Bulvar’, seguito poco dopo dai rappresentanti delle ambasciate tedesca e svedese.

Due settimane fa la UE ha approvato un nuovo meccanismo che sanziona i responsabili di violazioni e abusi dei diritti umani.

Il nuovo meccanismo prevede che le persone, le entità e gli organismi responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo saranno soggetti a misure restrittive come divieti di viaggio e congelamento dei fondi in territorio UE.

La versione dell’UE è modellata sul Magnitsky Act, una legge statunitense che prende il nome dall’attivista Sergej Magnitsky morto in una prigione russa dopo aver scoperto un massiccio schema di frode che avrebbe coinvolto funzionari governativi.

Il Parlamento europeo ha ripetutamente chiesto l’introduzione di un meccanismo di sanzioni per punire i singoli colpevoli di atrocità dei diritti umani.

Aleksej Navalny, che si sta ancora riprendendo in Germania da un tentativo di avvelenamento ad agosto, di cui ha accusato i servizi segreti russi, che negano ogni coinvolgimento, ha detto di aver accolto con favore la nuova legge dell’Unione Europea.

Parlando ai deputati al Parlamento europeo tramite una teleconferenza, Navalny aveva affermato di sperare che il meccanismo, entrato in vigore martedì 8 dicembre, “punirà i singoli colpevoli di atroci violazioni dei diritti umani” in Russia.

I deputati hanno anche accolto con favore la mossa dell’UE, ma hanno affermato di “deplorare che la corruzione non sia tra le violazioni punibili”.

Giovedì 17 dicembre, in occasione della grande conferenza stampa annuale, il presidente Putin, ha affermato che Navalny, a cui ha fatto riferimento come “quel paziente nella clinica di Berlino”, è supportato dai servizi di intelligence statunitensi, aggiungendo: “se è corretto, allora è interessante, quindi ovviamente i nostri servizi speciali dovrebbero tenerlo d’occhio. “

“Ma questo non significa che abbia bisogno di essere avvelenato. Chi ha bisogno di lui comunque?”, ha aggiunto Putin, sottolineando che se fosse stato organizzato dai Servizi segreti russi l’avvelenamento avrebbe avuto esito mortale. “Ma in questo caso, sua moglie me lo ha chiesto, e ho subito dato l’ordine di farlo uscire dal Paese per essere curato in Germania. Questo è un trucco per attaccare i leader in Russia”, ha aggiunto ancora l’inquilino del Cremlino.

In precedenza, il dipartimento dei trasporti del ministero degli affari interni del distretto federale siberiano aveva riferito che i medici di Omsk avevano diagnosticato a Navalny un “disturbo del metabolismo dei carboidrati”. La diagnosi di “avvelenamento” basata sui risultati di studi clinici, anamnestici e chimico-tossicologici non è stata confermata, non ci sono motivi per avviare un procedimento penale in Russia.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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