Attentato narco-terrorista in Perù: morto un militare

Pubblicato il 23 dicembre 2020 alle 7:58 in America Latina Perù

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Un soldato del Corpo dei Marines dell’esercito peruviano è morto lunedì 21 dicembre e altri tre sono rimasti feriti a seguito di un attacco perpetrato da una banda di narco-terroristi nella provincia di Satipo, nel dipartimento di Junín, Perù centrale, regione in cui tuttora operano gruppi residuali dell’organizzazione terrorista Sendero Luminoso, attiva negli anni ’80 e ’90 del XX secolo.

Il comando congiunto delle forze armate peruviane ha spiegato in una dichiarazione che tre navi della Marina stavano conducendo operazioni di controllo del fiume sul fiume Apurímac, vicino alla città di Puerto Palmeras, quando una di loro è stata attaccata da “presunti narco-terroristi”.

Di conseguenza, e sebbene l’attacco sia stato respinto, spiega ancora la dichiarazione dell’esercito, l’agente Gustavo Manuel Valladares Neyra è morto, mentre il sottotenente Edgar Elescano de la Cruz e gli ufficiali Bryan Ahuanari Usquiano e Roberto Carlos Chero Galiano sono stati feriti e trasferiti in un Centro medico di Cuzco, dove non sarebbero in pericolo di vita.

“Condanno e ripudio fermamente l’attacco narco-terroristico che ha causato la morte del coraggioso ufficiale del corpo dei Marines, Gustavo Valladares Neyra”, ha detto il presidente ad interim del Perù, Francisco Sagasti, che ha inviato le sue condoglianze ai membri della famiglia.

“Continuiamo a lavorare per sradicare i resti terroristici”, ha scritto il capo dello stato sul suo account Twitter.

L’area in cui ha avuto luogo l’imboscata fa parte dell’area geopolitica conosciuta come Valle de los Ríos Apurímac, Ene y Mantaro (Vraem), dove operano gruppi residui del Sendero Luminoso, un gruppo terroristico maoista leninista che ha avuto il suo periodo di massima attività tra il 1980 e il 1992. Al gruppo terrorista viene attribuita la morte di circa 31.000 civili e militari, in particolare durante il primo mandato di Alan García (1985-90). L’attività di Sendero Luminoso fu uno dei motivi che spinsero Alberto Fujimori, presidente del Perù dal 1990 al 2000, a compiere un auto-golpe, il cosiddetto fujigolpe, per garantirsi libertà d’azione contro i terroristi, limitando le libertà costituzionali.

Abimael Guzmán, noto come “Presidente Gonzalo” durante i suoi giorni di lotta armata, ne è stato l’ideatore e il leader, ed è stato arrestato nel 1992, durante il mandato di Alberto Fujimori. È stato condannato a due ergastoli, il primo comminatogli nel 2006, per vari crimini di terrorismo e uccisioni mirate.

Secondo la Commissione per la verità e la riconciliazione del Perù, tra il 1980 e il 2000 si sono verificati circa 69.000 decessi causati dal conflitto armato nel paese, che hanno colpito soprattutto le regioni rurali e le popolazioni quechua nelle aree andine. Oltre a Sendero Luminoso nel paese era attivo un altro movimento di guerriglia, il Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru (MRTA).

Anche l’allora presidente del paese, Alberto Fujimori, che sconfisse Sendero Luminoso nel 1992 e l’MRTA nel 1997, sconta 25 anni di carcere per i crimini commessi durante il suo mandato contro le popolazioni rurali e le comunità indigene accusare di proteggere i terroristi.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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