Afghanistan: attivista politico ucciso a Kabul

Pubblicato il 23 dicembre 2020 alle 13:07 in Afghanistan Asia

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Yousuf Rasheed, direttore del Forum per le Elezioni Libere e Giuste dell’Afghanistan (FEFA), è stato ucciso la mattina del 23 dicembre da un gruppo di uomini armati, nella città di Kabul. 

L’assalto è avvenuto intorno alle 8:30 del mattino, ora locale, nell’area di Tani Koot, situata nel PD7 della città di Kabul. L’uomo si stava recando in ufficio quando un gruppo di uomini armati ha iniziato a sparare contro il suo veicolo. La notizia è stata riportata dal quotidiano Tolo News, che cita il fratello della vittima, Abdul Baqi Rasheed. Anche il suo autista è stato ferito nella sparatoria ed entrambi sono stati trasferiti all’ospedale di Emergency. Entrambi sono deceduti per le ferite riportate nell’attacco. 

Yousuf Rasheed era un attivista della società civile molto popolare. Nessun gruppo, compresi i talebani, ha rivendicato immediatamente la responsabilità dell’attacco. Il diplomatico statunitense Ross Wilson ha dichiarato che Rasheed è stato un “convinto e risoluto sostenitore della democrazia rappresentativa in Afghanistan”. “Ha lavorato instancabilmente per anni per garantire elezioni libere e trasparenti che coinvolgessero tutti gli afgani. La sua morte è una perdita per la sua famiglia, gli amici e la nazione intera”, ha aggiunto Wilson. “Gli Stati Uniti condannano il suo assassinio. Un uomo che ha cercato di costruire una forma di governo inclusiva per questo Paese negli ultimi 14 anni. Sono sconvolto dal suo assassinio”, ha concluso il diplomatico.

L’uccisione dell’attivista politico afghano arriva in un momento estremamente critico per il Paese e, soprattutto, per la capitale. Lo stesso 23 dicembre un agente di polizia è stato ucciso e altri 2 sono rimasti feriti in un’esplosione che ha colpito un veicolo della polizia a Kabul. L’assalto è avvenuto intorno alle 6:55 del mattino, ora locale, nel PD12 della città, quando uno IED ha preso di mira un veicolo della polizia. Anche in questo caso, l’attentato non è stato rivendicato. Il 22 dicembre, sempre a Kabul, altre 5 persone sono state uccise e altre 2 sono rimaste ferite nell’esplosione di una mina. 

La capitale afghana è stata testimone di almeno 60 incidenti negli ultimi due mesi in cui 133 persone sono state uccise e altre 280 ferite. Negli ultimi 64 giorni Kabul ha assistito a 3 attentati suicidi, tra cui un attacco all’Università di Kabul, uno contro il centro educativo Kawsar-e-Danish e uno contro le forze di sicurezza nel distretto di Paghman, a Est di Kabul. Durante lo stesso periodo Kabul ha anche registrato 29 esplosioni, 3 attacchi missilistici, 26 attacchi armati e 2 assalti con autobombe. 

L’Afghanistan continua ad essere un Paese estremamente instabile, a seguito della sua travagliata storia. Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito ad una sanguinosa guerra civile combattuta da varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, affermando che Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi dal Paese, in cui ritenevano si nascondesse il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Nel 2003, anche la NATO era intervenuta, decimando la presenza degli estremisti islamici sul territorio afghano e relegando i talebani in alcune roccaforti. 

Nel 2020 si sono registrati alcuni progressi diplomatici. L’apertura di un dialogo intra-afghano è stata resa possibile da un accordo di pace siglato tra gli Stati Uniti e i talebani lo scorso 29 febbraio a Doha, in base al quale, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan. Da parte loro, i talebani si sono impegnati a diminuire gli attacchi e ad avviare un dialogo con il governo afghano. Nonostante gli incontri preliminari tra le due squadre negoziali siano iniziati il 12 settembre, ancora rimane da definire l’ordine del giorno che verrà affrontato nei veri e propri colloqui di pace. In tale contesto, le violenze nel Paese non accennano a diminuire. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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