Telefonata Johnson-Von der Leyen su Brexit e coronavirus

Pubblicato il 22 dicembre 2020 alle 20:19 in Europa UK

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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il primo ministro britannico, Boris Johnson, hanno avuto una conversazione telefonica in cui hanno parlato principalmente dei disaccordi sulla questione della pesca, che impediscono la conclusione di un accordo commerciale sulla Brexit. Durante la chiamata, avvenuta lunedì 21 dicembre, i due hanno anche affrontato la questione della nuova variante del Covid, attualmente diffusa nel Regno Unito. 

Rispetto al tema Brexit, fonti dell’UE hanno affermato che Londra sarebbe disposta ad accettare una percentuale della quota di pesce catturato da imbarcazioni europee nella zona economica esclusiva del Regno Unito pari al 25%, per un periodo di tempo dal 2021. Il Paese chiedeva inizialmente una percentuale del 60% ma l’Unione, spinta soprattutto da Francia e Danimarca, aveva suggerito una cifra tra il 15 e il 18%. 

Il compromesso su questo punto, insieme ad altre questioni, come le modalità di risoluzione delle controversie e la definizione dei meccanismi di concorrenza leale per le aziende di entrambe le parti, rappresentano ancora i punti critici nei colloqui commerciali sulla Brexit, che si apprestano ad arrivare ad una conclusione. Mancano circa dieci giorni prima che la Gran Bretagna lasci il mercato unico e l’unione doganale del blocco, il che significa che non saranno più applicate le attuali regole commerciali. 

Il capo negoziatore dell’Unione Europea per la Brexit, Michel Barnier, ha affermato, martedì 22 dicembre, che il blocco sta dando la “spinta finale ai negoziati” per raggiungere un potenziale accordo sui futuri legami commerciali tra UE e Gran Bretagna. “Siamo davvero in un momento cruciale. Stiamo dando una spinta finale ai negoziati”, ha detto Barnier davanti ai giornalisti prima di un incontro per informare gli ambasciatori dell’UE a Bruxelles sugli sviluppi. “Tra dieci giorni il Regno Unito lascerà il mercato unico, e io continuerò a lavorare in piena trasparenza con i ventisette e gli eurodeputati”, ha aggiunto.

Relativamente alla questione della nuova mutazione di coronavirus in Gran Bretagna, Johnson e la von der Leyen hanno discusso delle strategie da adottare per far fronte a questa seconda minaccia. La maggior parte dei Paesi europei ha deciso, a partire dal fine settimana, di sospendere temporaneamente i viaggi da e per il Regno Unito, per cercare di frenarne la diffusione. Il nuovo ceppo sarebbe fino al 70% più contagioso di quello finora conosciuto ma non più mortale e i vaccini sviluppati su quest’ultimo potrebbero comunque funzionare, secondo quanto dichiarato dal primo ministro inglese, Boris Johnson. Alla luce di tale scoperta e dell’individuazione dei nuovi casi di contagio, la Gran Bretagna ha deciso di imporre restrizioni ancora più severe nelle aree colpite maggiormente e classificate come ‘Tier 4’, ovvero sottoposte al massimo livello di allerta, che prevede lo ‘Stay at home’ (“Restate a casa”) nel corso delle festività. Il 30 dicembre, ha fatto sapere Johnson, ci sarà una verifica e si deciderà come procedere a seconda dell’andamento dell’epidemia.

Oggi, martedì 22 dicembre, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha assicurato che la nuova variante inglese del Covid “non è fuori controllo”. Lo ha detto il responsabile dell’emergenza sanitaria dell’OMS Michael Ryan, chiedendo l’applicazione di misure sanitarie comprovate. “Abbiamo avuto un R0 (tasso di riproduzione del virus) molto superiore a 1,5 in momenti diversi durante questa pandemia e l’abbiamo controllato. Questa situazione non è quindi, in questo senso, fuori controllo “, ha detto Ryan, con tono ottimista. Nel frattempo, l‘Oms Europa ha deciso di convocare, sempre nella giornata di martedì 22 dicembre, una riunione straordinaria con gli Stati membri per valutare la strategia da intraprendere di fronte alla nuova variante di Covid esplosa in Gran Bretagna.

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Chiara Gentili

 

di Redazione