Normalizzazione Marocco-Israele: Kushner a bordo del primo volo di linea

Pubblicato il 22 dicembre 2020 alle 12:30 in Israele Marocco USA e Canada

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Il consigliere statunitense, Jared Kushner, altresì genero del presidente degli USA, Donald Trump, si è recato in Marocco, martedì 22 dicembre, a capo di una delegazione impegnata a discutere con Rabat e Tel Aviv del recente accordo, annunciato il 10 dicembre.

In particolare, il 22 dicembre, la compagnia aerea di bandiera israeliana, El Al, ha dichiarato di aver operato il primo volo di linea diretto tra Israele e Marocco. A bordo, vi erano una delegazione statunitense, guidata da Kushner, e un’altra israeliana, con a capo il consigliere per la sicurezza nazionale, Meir Ben-Shabbat. Si prevede che questi terranno incontri con il sovrano del Regno del Marocco, il re Mohammed VI e altri ufficiali marocchini di alto livello. Il meeting giunge dopo che, il 10 dicembre, Israele e Marocco hanno concordato di normalizzare le relazioni, stipulando un accordo mediato dagli Stati Uniti.

Come parte dell’intesa, il presidente statunitense uscente, Donald Trump, ha accettato di riconoscere la sovranità di Rabat sul Sahara occidentale, una regione al centro di una disputa territoriale pluridecennale tra il governo marocchino e il Fronte Polisario, un movimento separatista, sostenuto dall’Algeria, che cerca di stabilire sul territorio uno Stato autonomo. In questo modo, con l’accordo del 10 dicembre, il Marocco è divenuto il quarto Paese arabo ad aver normalizzato, negli ultimi mesi, i rapporti con Tel Aviv, dopo Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan. A tal proposito, Kushner è stato considerato tra i promotori di una simile spinta diplomatica, che ha portato i Paesi interessati a siglare degli accordi definiti storici.

Prima che l’aereo decollasse dall’aeroporto israeliano di Ben Gurion, Kushner ha evidenziato come, alcune settimane prima, l’attivazione dei voli tra Israele e UAE ha segnato “una svolta storica in nome della pace”, e ora si spera che lo stesso possa avvenire con il Marocco, spianando la strada verso un nuovo percorso di pace. Parallelamente, Ben-Shabbat, la cui famiglia è emigrata dal Marocco in Israele, ha affermato: “Si sta scrivendo la storia davanti ai nostri occhi”. Dichiarazioni simili sono state rilasciate anche il 21 dicembre, nel corso di un incontro che ha visto protagonista il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. “La trasformazione regionale è ufficialmente iniziata”, ha affermato Kushner durante il meeting, aggiungendo: “Dobbiamo continuare a scrivere capitoli nuovi ed entusiasmanti e non tornare a vecchi pensieri e idee fallite. Il mondo ora sta cambiando velocemente e in meglio”.

Si prevede che l’incontro del 22 dicembre porterà innanzitutto ad aprire uffici di rappresentanza diplomatica, mentre non sono da escludersi nuovi accordi di cooperazione tra i due Paesi, riguardanti diversi ambiti, tra cui aviazione civile, turismo, trasporti, risorse idriche, energia, industria, agricoltura ed economia. Inoltre, alcune fonti hanno rivelato che sono già in corso incontri a Casablanca, volti a raggiungere accordi con il settore privato marocchino.

Prima della diffusione della pandemia di Covid-19, il Marocco riceveva ogni anno tra i 50.000 e i 70.000 turisti ebrei, la maggior parte dei quali proveniva indirettamente da Israele. Come evidenziato da alcuni analisti, il ripristino dei voli tra Tel Aviv e Rabat ha un background economico e identitario. Prima dell’istituzione di Israele nel 1948, il Marocco ospitava una vasta popolazione ebraica, molti dei cui antenati migrarono in Nord Africa dalla Spagna e dal Portogallo durante l’Inquisizione spagnola. Oggi, centinaia di migliaia di ebrei israeliani fanno risalire la loro discendenza al Marocco e una piccola comunità di ebrei, stimata in diverse migliaia di persone, continua a vivere nel Paese Nordafricano. Inoltre, Israele e Marocco avevano stabilito relazioni diplomatiche di basso livello già durante gli anni ’90, in seguito agli accordi di pace interinali di Israele con i palestinesi, ma quei legami sono stati sospesi dopo lo scoppio della seconda rivolta palestinese, nel 2000. Da allora, i legami informali non sono mai stati del tutto interrotti.    

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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