NATO: focus sulla disinformazione e la manipolazione sui social media

Pubblicato il 22 dicembre 2020 alle 10:09 in NATO

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Secondo il progetto NATO 2030, elaborato da esperti commissionati dal segretario generale NATO Jens Stoltenberg, ed il rapporto sulla Manipolazione dei Social Media, preparato dal Centro di Eccellenza delle Comunicazioni Strategiche della NATO (STRATCOM), la prevenzione degli attacchi nell’ambito delle informazioni deve diventare un obiettivo strategico dell’Alleanza.

Secondo la valutazione del progetto NATO 2030, presentata durante la riunione dei ministri degli Affari Esteri alleati del 1 dicembre, gran parte degli avversari dell’Alleanza si servono della disinformazione e della manipolazione delle informazioni per attaccare e minare la fiducia nelle istituzioni democratiche occidentali. Dal momento che la NATO utilizza sempre più spesso i mezzi digitali per spedire e ricevere informazioni, quest’ultima dovrebbe aumentare la propria resilienza nel settore.

Secondo gli esperti, tale capacità dovrebbe diventare una responsabilità prioritaria dell’Alleanza, in quanto i suoi concorrenti strategici continuano a dimostrare la loro crescente abilità e volontà di utilizzare le più recenti tecnologie digitali contro i Paesi membri. Inoltre, strumenti quali la propaganda e la disinformazione sono particolarmente pericolosi in tempi di rapidi progressi tecnologici. Per questi motivi, il documento posiziona questo tema tra quelle che dovrebbero essere le urgenze dell’Alleanza nei prossimi dieci anni.

Secondo il rapporto, gli Alleati non hanno investito a sufficienza nelle risorse umane, tecniche e finanziarie necessarie per impegnarsi in uno sforzo coerente su questioni relative alla sicurezza delle informazioni. Riconoscendo la minaccia posta dagli attori statali e non statali, i quali dispiegano tattiche aggressive e forze non convenzionali per sfidare e minare i valori e la coesione dell’Alleanza, quest’ultima dovrebbe garantire uno sforzo maggiore nella prevenzione di attacchi di questo genere. In questo contesto, gli esperti hanno incoraggiato la NATO ad investire maggiormente per contrastare il fenomeno della disinformazione.

Per quanto riguarda la manipolazione tramite le piattaforme social nello specifico, gli esperti dello STRATCOM hanno condotto una ricerca per verificare se le società di social media stessero effettivamente rispettando gli impegni presi per contrastare l’uso improprio delle loro piattaforme. Secondo la valutazione, pubblicata il 21 dicembre, nel corso del 2020 attori che variano da governi stranieri a gruppi terroristici hanno utilizzato profili non autentici per manipolare la realtà digitale, causando danni sia sul piano sociale sia su quello individuale.

L’esperimento degli esperti dello STRATCOM è consistito nel misurare la capacità delle piattaforme dei social media, quali Facebook, Twitter, Youtube, Instagram e TikTok, di bloccare la creazione di account falsi e di identificare e rimuovere attività non autentiche. Durante la ricerca, hanno notato che le piattaforme continuano a variare nella loro capacità di contrastare la manipolazione dei loro servizi, presentando degli evidenti miglioramenti.

Sulla base del loro esperimento, gli esperti hanno consigliato ai governi dei Paesi membri di introdurre delle misure per aumentare la trasparenza e sviluppare nuovi standard di sicurezza per le piattaforme dei social media. In aggiunta, gli Alleati sono stati incoraggiati a stabilire un meccanismo di supervisione indipendente e ben finanziato di tali piattaforme, in modo tale da fare pressione sulle aziende per impegnarsi maggiormente nel contrasto dell’abuso dei loro servizi.

di Redazione

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