Libia: Williams dà il via alla nuova commissione

Pubblicato il 22 dicembre 2020 alle 15:29 in Africa Libia

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Nel tentativo di superare le divergenze interne tra le parti libiche e proseguire con la road map stabilita a Tunisi, l’inviata dell’Onu ad interim, Stephanie Williams, ha istituito una commissione “legale”, i cui lavori hanno avuto inizio, da remoto, il 21 dicembre.

La commissione è composta da 18 dei 75 membri totali del Forum di dialogo politico, l’organismo che, dal 9 novembre scorso, discute dei meccanismi da adottare per formare il nuovo governo libico e un nuovo Consiglio presidenziale, attualmente guidati entrambi dal premier Fayez al-Sarraj. Nel discorso di apertura pronunciato il 21 dicembre, Williams ha affermato che l’inizio dei lavori della commissione legale coincide con l’avvio della fase “preliminare” che condurrà alle elezioni legislative e presidenziali del 24 dicembre 2021 e, di conseguenza, ad una possibile risoluzione della crisi libica.

Compito del comitato legale è dare seguito alle discussioni del Comitato costituzionale, formato da membri della Camera dei rappresentanti di Tobruk e dell’Alto Consiglio di Stato, così da formulare raccomandazioni, fornire assistenza e avanzare proposte in ambito costituzionale che facciano da cornice alle elezioni nazionali. Tale commissione dovrà informare il Forum di dialogo politico sullo stato delle discussioni ogni due settimane, ma è a disposizione dei 75 membri per fornire consulenza su questioni legali relative al quadro giuridico necessario per attuare le elezioni del 24 dicembre 2021. L’Assemblea costituzionale eletta nel febbraio 2014 aveva completato il progetto per una Costituzione libica il 29 luglio 2017, ma il Parlamento, nel corso degli ultimi anni, non è mai riuscito a ratificare il progetto per sottoporlo a un referendum popolare. Ora, però, approvare una Costituzione risulta essere un tassello rilevante per realizzare la transizione democratica auspicata.

A detta di Williams, il percorso politico prosegue in modo positivo e si prevede che le elezioni potranno essere svolte secondo la tabella di marcia stabilita. Motivo per cui, i membri del nuovo comitato legale sono stati invitati ad impegnarsi per adempiere alla propria missione rapidamente, lasciando da parte “questioni secondarie” prive di valore, e che rischiano di rallentare il percorso verso la realizzazione delle aspirazioni del popolo libico.

La Libia è testimone di una perdurante crisi dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Dopo il cessate il fuoco annunciato il 21 agosto dal premier del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e dal presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, il 23 ottobre le delegazioni del Governo di Accordo Nazionale (GNA) e dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), partecipanti al Comitato militare congiunto 5+5, hanno siglato un accordo con cui si sono ufficialmente impegnate a garantire una tregua permanente nel Paese, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

Ciò ha dato nuovo slancio ad una mobilitazione politica che ha visto attori libici riunirsi in diverse sessioni di dialogo. Tra queste, il Forum di dialogo politico, il cui primo round si è svolto a Tunisi dal 9 al 15 novembre, e ha portato alla definizione di una tabella di marcia “verso la democrazia”. In particolare, è stata definita la data delle prossime elezioni, le quali porteranno alla formazione dei nuovi organismi esecutivi, in cui, diversamente da ora, la figura del capo del governo verrà separata da quella del capo del Consiglio presidenziale. Tuttavia, ad oggi le discussioni del Forum si trovano ad assistere ad una fase di stallo causata da un mancato accordo sui meccanismi da adottare per la nomina dell’esecutivo. Sono due le proposte al vaglio, raggiungere la soglia del 61%, con un tasso di supporto del 50% +1 a livello regionale, o una soglia di due terzi, pari a 50 voti, per la nomina dei diversi candidati.

A livello politico, nelle ultime settimane è stato raggiunto un altro risultato. Nello specifico, l’8 dicembre, i membri delle Camere parlamentari di Tobruk e Tripoli hanno tenuto la prima riunione formale congiunta. Si è trattato del primo incontro dopo il summit di Tangeri, svoltosi dal 23 al 28 novembre, al termine del quale i deputati delle due Camere, fino ad allora divise, hanno prestato giuramento per porre fine alle divisioni interne al Paese, iniziando dalla convocazione di una seduta parlamentare unica.

A livello militare, invece, si è in attesa dell’attuazione di una delle clausole dell’accordo del 23 ottobre, ovvero il ritiro di mercenari e forze straniere dai fronti di combattimento libici, con particolare riferimento a Sirte e al-Jufra.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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