Gli USA inviano sottomarini e navi da guerra nello Stretto di Hormuz

Pubblicato il 22 dicembre 2020 alle 8:34 in Iran USA e Canada

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Washington ha inviato un sottomarino e due navi da guerra nelle acque del Golfo arabo. Israele, dal canto suo, ha continuato a minacciare l’Iran. Secondo alcuni, queste mosse fanno preludere a nuove tensioni prima dell’uscita di scena del presidente statunitense, Donald Trump.

I movimenti sono stati segnalati dalla Marina statunitense stessa, il 21 dicembre. Il sottomarino che ha transitato nello Stretto di Hormuz, è stato specificato, è l’USS Georgia, un sottomarino missilistico guidato di classe Ohio, il quale è stato accompagnato da due incrociatori missilistici guidati, USS Port Royal (CG 73) e USS Philippine Sea (CG 58). A detta della Marina, la presenza dell’USS Georgia nell’area operativa della Quinta flotta degli Stati Uniti, dimostra la capacità di Washington di navigare e operare laddove il Diritto internazionale lo consente. Parallelamente, gli USA mirano altresì a mostrare il proprio impegno nei confronti dei partner della regione mediorientale e a garantire sicurezza marittima, segnalando la propria prontezza verso qualsiasi minaccia.

Circa le capacità tecniche, la Marina ha riferito che il sottomarino che ha transitato nello Stretto, il 21 dicembre, è considerato tra i più versatili della flotta, ed è dotato di capacità di comunicazione elevate. Inoltre, esso è in grado di trasportare fino a 154 missili da crociera Tomahawk da attacco terrestre e può ospitare fino a 66 forze operative speciali. L’area operativa della Quinta flotta, è stato specificato, si estende su circa 2.5 milioni di miglia quadrate di area acquatica e comprende il Golfo Persico, il Golfo di Oman, il Mar Rosso e parti dell’Oceano Indiano.

Le acque dello Stretto di Hormuz separano l’Iran dalla penisola arabica ed è qui che transita gran parte delle forniture mondiali di greggio. Motivo per cui, lo stretto è stato spesso uno dei focolai di tensione principali a livello regionale, mentre Teheran ha più volte minacciato di chiudere il passaggio di fronte ad una crescente escalation con gli Stati Uniti e gli altri partner di Washington nel Golfo, tra cui Israele. Il passaggio delle imbarcazioni statunitensi del 21 dicembre giunge il giorno successivo all’ennesimo attacco contro obiettivi statunitensi in Iraq. Nello specifico, il 20 dicembre, le forze irachene hanno riferito che otto missili di tipo Katyusha sono stati lanciati contro la Green Zone di Baghdad, un’area fortificata sede di istituzioni governative e ambasciate, tra cui quella statunitense. Gli USA hanno nuovamente incolpato le milizie filoiraniane dell’accaduto, mentre Teheran ha negato un proprio coinvolgimento.

Secondo un corrispondente di Al-Jazeera a Washington, è la prima volta da anni che Washington annuncia che uno dei suoi sottomarini è entrato nella regione del Golfo. Inoltre, già il 10 dicembre scorso, due bombardieri strategici americani B-52H hanno effettuato una missione nei cieli del Golfo Persico, volta a dimostrare la forza degli USA e a scoraggiare l’Iran e i suoi alleati dal compiere attacchi contro le truppe degli Stati Uniti in Medio Oriente.

Tali episodi giungono a poche settimane di distanza dall’insediamento del presidente USA neoeletto, Joe Biden, alla Casa Bianca, oltre che in prossimità di due eventi particolari. Da un lato, l’uccisione, avvenuta il 27 novembre, dello scienziato iraniano Mohsen Fakhrizadeh, considerato il capo del programma nucleare di Teheran, oltre che il “padrino dell’accordo sul nucleare”, e per cui è stato accusato Israele, alleato degli USA. Dall’altro lato, il primo anniversario della morte del comandante della Quds Force iraniana, Qassem Soleimani, e del vicecomandante delle Forze di Mobilitazione Popolare, Abu Mahdi al-Muhandis, uccisi, il 3 gennaio 2020, a seguito di un raid ordinato da Donald Trump contro l’aeroporto internazionale di Baghdad. Si tratta di due uccisioni per cui Teheran ha promesso vendetta.

Di fronte a tale scenario, il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, Aviv Kochavi, ha messo in guardia l’Iran, e i propri alleati regionali, dal compiere azioni contro Israele, in quanto tale partenariato potrebbe dover poi pagare un prezzo molto elevato. L’esercito israeliano, ha poi specificato Kochavi, è pronto a rispondere e ad attaccare con forza coloro che prenderanno di mira obiettivi israeliani, da vicino o da lontano, e che si tratti di una partecipazione completa o parziale. Nel frattempo, fonti dell’intelligence occidentale  hanno affermato che un sottomarino israeliano ha attraversato il Canale di Suez dirigendosi verso il Mar Rosso, la scorsa settimana. Le autorità egiziane sarebbero state informate della mossa, la quale rappresenterebbe un avvertimento verso l’Iran, volto a mettere in guardia Teheran dalle conseguenze di una possibile vendetta all’assassinio di Fakhrizadeh.

Secondo un ufficiale militare degli USA, non sono da escludersi nuove tensioni tra Washington e Teheran nel futuro prossimo. In particolare, il rischio che gli iraniani commettano un errore di calcolo è “ora superiore al livello normale” a causa di diversi fattori, tra cui il parziale ritiro delle forze degli Stati Uniti dalla regione mediorientale e il cambio alla presidenza della Casa Bianca. Inoltre, è stato evidenziato, non sono da sottovalutare le preoccupazioni di Washington derivanti dalla pandemia di Covid-19 e dalle sue conseguenze.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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