Ceuta e Melilla: tensioni tra Spagna e Marocco

Pubblicato il 22 dicembre 2020 alle 12:39 in Marocco Sahara Occidentale Spagna

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L’ambasciatrice del Regno del Marocco a Madrid, Karima Benyaich, è stata convocata d’urgenza dal Ministero degli Esteri spagnolo il 21 dicembre per fornire spiegazioni sulle dichiarazioni del premier Saadeddine El Othmani sullo status delle città autonome di Ceuta e Melilla.

Il premier di Rabat aveva dichiarato poche ore prima in un’intervista a una rete televisiva egiziana che le due città spagnole del Nord Africa “sono marocchine come il Sahara”. Inoltre, El Othmani ha sottolineato che lo status quo di Ceuta e Melilla dura da cinque o sei secoli, ma si è detto sicuro che questa situazione potrà cambiare in futuro, riferiscono i media locali.

“Verrà il giorno in cui riapriremo la questione di Ceuta e Melilla, territori marocchini come il Sahara”, ha detto il primo ministro.

El Othmani ha dichiarato, tuttavia, che ora non è il momento di affrontare la questione con il governo spagnolo, poiché la risoluzione del conflitto nel Sahara “è la priorità assoluta”. Da parte sua, secondo un comunicato del Ministero degli Affari Esteri spagnolo, il Segretario di Stato agli Affari Esteri, Cristina Gallach, ha informato l’ambasciatrice marocchina che l’Esecutivo spagnolo “si aspetta da tutti i suoi partner il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale” dal paese iberico e questa comprende Ceuta, Melilla e le isole dello stretto di Gibilterra e del Mare di Alborán riconosciute come “piazze di sovranità” spagnola.

Questa dichiarazione arriva pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riconosciuto la sovranità del regno alawita sul Sahara occidentale. Tuttavia Madrid ha mostrato disappunto per la mossa di Washington e il ministro degli Affari esteri del governo spagnolo, Arancha González Laya, ha chiesto il rispetto delle risoluzioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sulla questione del Sahara occidentale.

Il Sahara occidentale è un territorio dell’Africa nord-orientale, che fu per oltre cinque secoli colonia e poi provincia della Spagna. Fino al 1975 era noto come Sahara spagnolo. Riuniva i due territori di Río de Oro e Saguía el Hamra, mentre il più settentrionale Tarfaya (ora la regione più meridionale del Marocco propriamente detto) era assegnato alla Spagna come protettorato sin dalla seconda metà del XIX secolo. Nel 1973 nel Sahara spagnolo è fu fondato il Fronte Polisario, acronimo per il Movimento di Liberazione Popolare Saguía el Hamra e Río de Oro, che combatteva allora contro la Spagna e combatte oggi contro il Marocco per la creazione di una repubblica saharawi indipendente. 

Sotto la pressione del Marocco e della Mauritania, la Spagna firmò nel 1975 un accordo – privo di validità internazionale – affinché il nord del Sahara occidentale diventasse la giurisdizione di Rabat e il sud di Nouakchott.

Un anno dopo, il Fronte Polisario ha proclamato la creazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (SADR), riconosciuta da più di 80 paesi, nonostante l’insistenza del Marocco sull’autonomia dei territori occupati. La Mauritania abbandonò presto la contesa, mentre il Marocco eresse un muro tra la zona centrale e costiera, sotto suo controllo, e la fascia più interna, controlla dal Fronte Polisario.

Le Nazioni Unite, che in diverse risoluzioni spingevano Madrid alla decolonizzazione negli anni ’60 e ’70, non riconoscono la SADR o l’annessione promossa dal Marocco nel 1979 e chiedono di indire un referendum sull’autodeterminazione, per il quale hanno istituito nel 1991 una missione per il Sahara occidentale, prorogabile ogni anno e autorizzata a supervisionare il cessate il fuoco nella regione.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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