Armenia: guardie di frontiera russe schierate al confine con l’Azerbaigian

Pubblicato il 22 dicembre 2020 alle 6:36 in Armenia Azerbaigian Russia

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Le guardie di frontiera russe garantiranno la sicurezza sui tratti più esposti della strada tra i centri regionali di Goris e Kapan, che corre lungo il confine tra Armenia e Azerbaigian. Questa dichiarazione è stata resa domenica 20 dicembre dal ministero della Difesa armeno.

“In conformità con l’accordo raggiunto, le truppe di frontiera russe saranno dispiegate sulla sezione Goris – David Bek della strada per garantire un transito ininterrotto. La sicurezza della sezione di 21 km dell’autostrada Goris – Kapan, che cade nel territorio conteso, sarà fornita dalle guardie di frontiera russe”, afferma il comunicato pubblicato sul sito web del dipartimento della difesa.

Il ministero della Difesa di Erevan ha anche notato che le truppe di confine di Armenia e Azerbaigian saranno dispiegate sulla linea di contatto e che in questo segmento sono state adottate misure globali per garantire la sicurezza. “Nei prossimi giorni verranno forniti ulteriori chiarimenti”, ha affermato in un comunicato successivo il ministero della Difesa armeno.

Le forze di pace russe sono state dispiegate nella zona di conflitto del Nagorno-Karabakh in base agli accordi raggiunti il 9 novembre dal presidente russo Vladimir Putin, dal presidente azero Ilham Aliyev e dal primo ministro armeno Nikol Pashinyan in una dichiarazione congiunta su un cessate il fuoco completo.

Il 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

Per controllare il cessate il fuoco e le ostilità, un contingente di mantenimento della pace della Federazione Russa è schierato nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh per un totale di 1.960 militari, 90 corazzati da trasporto, 380 unità di automobili e attrezzature speciali.

Il contingente russo di mantenimento della pace è basato sulla 15a Brigata di fucilieri motorizzati separata del distretto militare centrale. Posti di osservazione russi sono dispiegati lungo la linea di contatto e nel corridoio Lachin, che collega il Nagorno-Karabakh all’Armenia. La sede dell’operazione di mantenimento della pace si trova a Stepanakert.

Mosca garantisce inoltre, in collaborazione con la Croce Rossa internazionale, il rientro a casa degli sfollati e la restituzione dei cadaveri dei caduti nel confitto iniziato il 27 settembre scorso e conclusosi con la dichiarazione tripartita del 9 novembre. Truppe russe hanno garantito, secondo i dati della difesa di Mosca, il rientro di oltre 40.000 rifugiati e la riapertura di diverse scuole a Stepanakert. Nella capitale del Karabakh è attivo anche un centro umanitario della Federazione russa. 

Nella sua conferenza stampa di fine anno, lo scorso giovedì 17 dicembre, il presidente russo Vladimir Putin non ha escluso la possibilità di aumentare il numero di militari schierati in Nagorno-Karabakh, ma ha sottolineato che ciò richiede il consenso sia dell’Azerbaigian sia dell’Armenia.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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