USA: nuove accuse per l’attentato di Lockerbie

Pubblicato il 21 dicembre 2020 alle 19:03 in Libia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 21 dicembre, gli Stati Uniti hanno svelato le accuse penali contro un terzo presunto autore dell’attentato contro il volo Pan Am 103 diretto a Lockerbie, in Scozia, del 1988 che ha causato la morte 270 persone, per lo più cittadini statunitensi.

Il sospetto, Abu Agila Mohammad Masud Kheir Al-Marimi, un ex alto funzionario dell’intelligence libica, ha ricevuto due accuse penali relative all’attentato. Al momento, l’uomo si trova sotto custodia libica, secondo quanto ha riferito il procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr, aggiungendo che i funzionari statunitensi sperano che la Libia permetterà a Masud di essere processato negli Stati Uniti. “Nessuna quantità di tempo o distanza impedirà agli USA e ai nostri partner scozzesi di cercare di fare giustizia in questo caso”, ha dichiarato Barr in una conferenza stampa, il 21 dicembre.

Il Dipartimento di Giustizia ha affermato che Masud aveva trasportato la bomba che aveva fatto esplodere l’aereo dalla Libia a Malta in una valigia e poi aveva impostato il timer del dispositivo. Inoltre, è stato rivelato che, dal 1973 al 2011, Masud ha lavorato per i servizi segreti libici, anche come esperto di bombe. L’uomo era stato coinvolto nel bombardamento del 1986 della discoteca LaBelle a Berlino Ovest, in Germania, che ha causato la morte di due agenti statunitensi. Nel 1991, altri due presunti agenti dell’intelligence libica furono accusati dell’attentato a Lockerbie: Abdel Baset Ali al-Megrahi e Lamen Khalifa Fhimah. Megrahi è stato dichiarato colpevole nel 2001 da un tribunale scozzese convocato nei Paesi Bassi. È stato incarcerato in Scozia, ma in seguito gli è stato permesso di tornare in Libia per motivi di salute, prima di morire di cancro nel 2012. Il tribunale scozzese ha dichiarato Fhimah non colpevole.

Il 21 dicembre, Barr ha riferito che la svolta che ha portato alle accuse contro Masud è arrivata dopo che gli Stati Uniti hanno appreso nel 2016 che “era stato arrestato dopo il crollo del regime di Gheddafi e intervistato da un ufficiale delle forze dell’ordine libiche nel settembre 2012”. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha aggiunto che il defunto leader libico Muammar Gheddafi ha ringraziato personalmente Masud e Fhimah per aver attaccato l’obiettivo statunitense, descrivendo l’operazione come “un totale successo”. 

Il colonnello libico, Muammar Gheddafi, è stato ucciso il 20 ottobre del 2011, a seguito di una rivolta civile scoppiata il 15 febbraio 2011. A seguito delle proteste, la NATO lanciò un’operazione, il 19 marzo, sulla base della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Dopo anni instabili, il Paese non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e risulta oggi diviso in due schieramenti, contrapposti tra di loro. Da un lato vi è il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e guidato dal premier Fayez al-Sarraj, il quale rappresenta l’unico esecutivo riconosciuto dalle Nazione Unite. I suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato vi è il governo di Tobruk, situato nella regione orientale, nota come Cirenaica. Il cosiddetto “uomo forte” di questo schieramento è il generale Khalifa Haftar, che è appoggiato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Giordania. Nonostante la Francia riconosca il governo di Tripoli come legittimo, ha sostenuto segretamente l’esecutivo di Tobruk ed il generale Haftar in diverse occasioni.  

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.