Kuwait: muore l’ideatore della Kuwait Vision

Pubblicato il 21 dicembre 2020 alle 12:17 in Kuwait Medio Oriente

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L’ex ministro della Difesa del Kuwait, Sheikh Nasser Sabah al-Sabah, primogenito dell’emiro defunto, è morto all’età di 72 anni. Egli era considerato tra le personalità più influenti nel percorso di riforma del Kuwait.

La notizia è giunta il 20 dicembre, dopo circa 80 giorni dalla morte del padre, l’emiro Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, avvenuta il 29 settembre. Le cause della morte di Nasser non sono state specificate dall’agenzia di Stato kuwaitiana, ma egli stava “combattendo contro un tumore” ai polmoni da circa due anni, e le condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi mesi. Nel corso della sua carriera, Sheikh Nasser ha ricoperto diversi incarichi all’interno del governo del Kuwait, tra cui a capo del Ministero della Difesa e come vice primo ministro. Motivo per cui, il primogenito dell’emiro era stato considerato tra i possibili candidati alla nomina di principe ereditario, titolo che poi è stato conferito a Sheikh Meshaal al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, vicecapo della Guardia Nazionale e settimo figlio di al-Sabah. L’ultima apparizione ufficiale di Nasser è stata accanto al presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, due settimane dopo la morte del padre, nel corso di una cerimonia tenuta alla Casa Bianca in onore dell’emiro Sabah Al-Ahmad, dove il presidente Trump gli ha conferito la Medaglia al merito militare con il grado di Comandante in capo.

Al di là dei ruoli ricoperti, Nasser è stato definito una figura di spicco nella “Kuwait Vision 2035“. Il suo obiettivo era, da un lato, diversificare l’economia del Kuwait, rendendola sempre più indipendente dalle risorse petrolifere e, dall’altro lato, stringere partenariati con il continente asiatico. Nel corso del suo mandato a capo del Comitato di pianificazione, Nasser è stato promotore dello sviluppo di diversi progetti. Tra questi, la Silk City, un mega progetto che prevede la formazione di un grande centro economico nel Nord del Paese, con un costo pari a circa 82 miliardi di dollari. Le attività di costruzione, da svolgersi congiuntamente con la Cina, hanno una durata di 25 anni. Tuttavia, il progetto è attualmente in una fase di stallo, a causa delle obiezioni presentate all’interno dell’Assemblea nazionale, sebbene costruire una zona di libero scambio e un grande porto possa aiutare il Kuwait, che dipende dal petrolio per il 90% delle proprie entrate, a diversificare il suo sistema economico, attraendo maggiori investimenti anche dall’estero e rafforzando le proprie relazioni con i Paesi vicini.

Sheikh Nasser ha poi mostrato interesse anche per la cultura. Egli ha svolto un ruolo rilevante nella creazione e nel sostegno del Premio Al-Multaqa per la narrativa araba, che ogni anno vede la partecipazione di scrittori di diversi Paesi del mondo arabo. Inoltre, Nasser è stato membro onorario del Consiglio di Amministrazione del Metropolitan Museum di New York e ha fondato la Islamic Archaeology House, una fondazione culturale kuwaitiana.

Nonostante ciò, anche Nasser è stato coinvolto nell’ondata di scandali scoppiata nel 2019. Nello specifico, l’ex ministro della Difesa ha accusato il governo di appropriazione indebita di centinaia di milioni di dollari da un fondo militare. Ciò gli è costato l’allontanamento dalla politica kuwaitiana, seppur continuando a rilasciare dichiarazioni pubbliche in cui Naseer ha più volte sottolineato la necessità di contrastare la corruzione all’interno del sistema burocratico del Paese e della famiglia reale al potere.

É stata proprio la lotta alla corruzione ad aver portato alle elezioni dell’Assemblea parlamentare, svoltesi il 5 dicembre, e alla conseguente nuova squadra governativa, approvata il 14 dicembre. In un clima segnato da grandi cambiamenti, una delle priorità per il nuovo governo sarà aumentare le casse statali gravemente colpite dalla crisi derivante dalla pandemia di Coronavirus e dal calo dei prezzi del petrolio, cercando altresì di porre fine allo stallo legislativo su un disegno di legge che consentirebbe al Kuwait di attingere ai mercati del debito internazionale. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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