Italia-Francia: collaborazione contro l’immigrazione clandestina

Pubblicato il 21 dicembre 2020 alle 18:01 in Francia Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero degli Interni italiano, il 21 dicembre, ha presentato la sperimentazione di 6 mesi del progetto di collaborazione della polizia francese e italiana nel contrasto all’immigrazione clandestina. 

È partita il 10 dicembre la fase sperimentale del dispositivo operativo permanente che assicurerà la sorveglianza trans-frontaliera e darà supporto agli altri servizi della polizia francese e italiana che già operano nell’ambito del contrasto all’immigrazione clandestina. Il progetto, nato da un’idea condivisa dei ministri dell’Interno italiano e francese, prevede l’impegno di unità di personale operante nell’ambito di questo dispositivo, che a regime sarà composto da 12 operatori della polizia di frontiera italiana e 12 dalla P.A.F. (police aux frontières) francese. Gli agenti saranno formati congiuntamente per i profili attinenti allo svolgimento del servizio e la normativa dei due Paesi. La sperimentazione riguarderà servizi svolti alternativamente in ambito autostradale e ferroviario.

Il primo servizio operativo, sotto il comando strategico affidato congiuntamente ai dirigenti del settore di Ventimiglia e del dipartimento PAF delle Alpi marittime, si è svolto lo scorso 14 dicembre, con l’attivazione di una squadra mista, che ha riguardato il pattugliamento in ambito autostradale, con itinerario Ventimiglia – La Turbie e con soste presso le uscite di Menton e Roquebrune. In tale contesto, la squadra ha arrestato un cittadino nigeriano, a bordo di un treno proveniente dalla Francia, appartenente al sodalizio criminale SEC (Supreme Eiye Confraternity), mentre un altro arresto è stato eseguito a carico di un cittadino straniero, precedentemente espulso, mentre tentava di rientrare sul territorio nazionale proveniente dalla Francia con autobus di linea.

Il nuovo organismo trova il suo fondamento giuridico negli accordi di Schengen, negli accordi di Chambéry, nel Comitato misto, nel Regolamento d’impiego firmato dai capi della Polizia dei due Stati il 19 marzo del 2019 e nel protocollo operativo locale, firmato dai dirigenti della Polizia di frontiera della provincia di Imperia e del dipartimento delle Alpi Marittime il 19 luglio scorso. L’attuale collaborazione era stata lanciata a seguito dell’incontro della ministra dell’Interno italiana, Luciana Lamorgese, avvenuta il 6 novembre, a Roma, con l’omologo francese Gerald Darmanin. I due hanno concordato di mettere in atto “piani condivisi” volti a contenere i flussi migratori e a combattere il terrorismo.

Come annunciato nel corso di una conferenza stampa congiunta, tenutasi al termine dell’incontro presso il Viminale, il ministro italiano si è detto disposto a rafforzare i controlli ai propri confini, soprattutto in seguito agli attentati terroristici compiuti in Francia, a Nizza, e in Austria, a Vienna, negli ultimi giorni. “Per tale ragione, Parigi e Roma stanno per realizzare un piano sperimentale in cui brigate miste, ovvero pattuglie congiunte, verranno dispiegate per un periodo di sei mesi al confine franco-italiano” ha specificato la Lamorgese. La polizia francese e quella italiana, ha assicurato il ministro, cercheranno di attuare il piano il prima possibile.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.