Giappone: budget record per la difesa, cosa prevede

Pubblicato il 21 dicembre 2020 alle 10:37 in Asia Giappone

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Il governo di Tokyo ha approvato un budget per la difesa per l’anno fiscale 2021“da record”, come lo ha definito Kyodo News, e dal valore di 51,6 miliardi di dollari, il 21 dicembre, con un incremento dello 0,5% rispetto al 2020. Tra le più importanti novità, il Paese sta cercando di introdurre nel proprio arsenale missili di propria produzione a lungo raggio in grado attaccare navi nemiche fuori dal loro raggio di tiro.

Il Ministero della Difesa ha ottenuto 33,5 miliardi per lo sviluppo e la produzione di missili stand off. La realizzazione di tali mezzi richiederà circa cinque anni e, una volta pronti, sarà possibile impiegarli non solo da terra ma anche a bordo di imbarcazioni. L’opposizione, e in particolare il Partito costituzionale democratico del Giappone, avevano contestato l’acquisizione di tali mezzi, sostenendo che ciò consentirebbe al Paese di avere capacità militari in contraddizione con la costituzione anti-bellica e la politica orientata alla sola difesa del Giappone. Il partito di governo del Paese, il Partito liberal democratico, aveva però specificato che l’obiettivo sarà quello di ampliare la capacità di tiro dei missili giapponesi e non di acquisire una capacità d’attacco contro basi straniere.

Al momento, la principale sfida alla sicurezza giapponese è rappresentata dalla crescente potenza della Cina nella regione. Il ministro della Difesa giapponese, Nobuo Kishi ha dichiarato che il Giappone deve rispondere alle crescenti attività navali di Pechino nelle isole contese tra i due Paesi, chiamate dal Giappone Senkaku e dalla Cina Diaoyu, nel Mar Cinese Orientale, preservando la sicurezza delle Forze di Autodifesa del Giappone. Alla luce di tale obiettivo, per Kishi i missili stand off sono di importanza vitale per difendere le isole. Tali territori, rivendicati anche da Taiwan, sono attualmente amministrati da Tokyo ma nelle acque ad essi circostanti sta crescendo la presenza militare di Giappone e Cina. In seguito alla sua ultima visita a Tokyo lo scorso 24 novembre, il ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, aveva ribadito che la posizione cinese in merito fosse chiara, affermando che: “Continueremo a proteggere risolutamente la nostra sovranità”.

Oltre ai missili stand off, il Ministero della Difesa giapponese ha ottenuto anche 1,7 miliardi di dollari per costruire le due imbarcazioni sulle quali sarà istallato il sistema di intercettazione missilistica Aegis prodotto dagli USA, per contrastare la minaccia missilistica posta dalla Corea del Nord. Al momento, però, restano ancora da decidere il design, l’armamento e il luogo di operazione delle imbarcazioni che avranno un costo stimato di oltre 4 miliardi di dollari e un tempo di realizzazione di cinque anni.Il Ministero della Difesa giapponese, lo scorso giugno, aveva deciso di interrompere i piani di impiego del sistema statunitense Aegis a terra nel Nord e nell’Ovest del Paese perché aveva ritenuto l’applicazione del sistema costosa e lunga, ma anche a causa di critiche dell’opinione pubblica. La decisione di impiegare le apparecchiature di difesa statunitensi sulle due navi è stata l’alternativa al piano iniziale.

Il governo giapponese ha anche deciso di spendere 540 milioni di dollari per sviluppare un nuovo tipo di aerei da combattimento di nuova generazione che vadano a sostituire i jet F-2, attualmente a disposizione dell’Aviazione giapponese, e altri 150 milioni di dollari per la ricerca necessaria a realizzarli. Quest’ultimo progetto sarà realizzato dall’azienda giapponese Mitsubishi Heavy Industries in collaborazione con la statunitense Lockheed Martin Corp, produttrice dei jet F-35 .

Oltre a investire negli armamenti, il bilancio approvato dal governo di Tokyo, con a capo il primo ministro Yoshihide Suga, ha disposto la spesa di 1,1 miliardi di dollari per il settore spaziale che copriranno più progetti come i costi di ricerca per un telescopio ottico per monitorare oggetti non identificati e per una costellazione satellitare per rilevare armi ipersoniche. Quest’ultimo tipo di mezzi è al momento in via di sviluppo in Cina e in Russia.

Dal punto di vista informatico, il Giappone prevede una spesa di 290 milioni di dollari per istituire una nuova unità delle Forze di Autodifesa giapponesi che sarà formata da 540 membri addetti alla protezione informatica del Paese e una squadra separata sarà invece istituita per proteggere le aziende private del settore della difesa da attacchi informatici.

Infine, il Giappone investirà 27 milioni di dollari per la ricerca nel campo elettromagnetico per realizzare un sistema in grado di abbattere minacce aeree come droni con laser ad altra potenza. Tre milioni di dollari saranno poi investiti per eseguire test di tecnologie 5G.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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