Coronavirus in Egitto: la curva dei contagi sale

Pubblicato il 21 dicembre 2020 alle 17:55 in Africa Egitto

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In Egitto è stato registrato un nuovo record di contagi giornalieri da Covid-19, pari a 644, mentre un membro del Comitato nazionale per la lotta al Coronavirus ha riferito che il numero reale potrebbe essere di dieci volte più elevato.

A riportarlo, il quotidiano al-Araby al-Jadeed, sulla base delle informazioni riferite dal Ministero della Salute egiziano. Gli ultimi dati, registrati nella sera del 20 dicembre, mostrano un perdurante aumento nel numero dei casi positivi al Covid-19. I numeri registrati in tale data, 644 infezioni e 29 decessi, risultano essere i più elevati dall’inizio della seconda ondata. In totale, dallo scoppio della pandemia, in Egitto il Covid-19 ha provocato 7.098 vittime, su un totale di 125.555 pazienti infetti. Secondo la ministra della Salute egiziana, Hala Zayed, la curva dei contagi potrebbe continuare a salire nelle prossime settimane, anche al di sopra delle capacità e della capienza degli ospedali statali.

In tale quadro, un membro del Comitato istituito per contrastare la pandemia, Mohamed al-Nadi, ha affermato che il numero reale dei contagi da Covid-19 potrebbe essere dieci volte superiore rispetto a quello riportato dal Ministero della Salute, in quanto sono numerosi i casi di infezione nel Paese che non sono registrati a causa del numero limitato di tamponi. Inoltre, ha riferito al-Nadi, se si conducesse uno studio genetico sul virus, sarebbe possibile trovare nel Paese Nord-africano anche il nuovo ceppo recentemente individuato nel Regno Unito e in altri Paesi.  Ciò va a rendere ancora più pericolosa una situazione che, a detta di al-Nadi, tende a peggiorare, in vista dell’aumento del tasso di umidità, di un maggiore affollamento all’interno dei luoghi chiusi e della mancanza di impegno da parte dei cittadini, i quali non rispettano a pieno le regole volte a evitare la diffusione del virus.

Per decenni, le autorità egiziane sembrano non aver prestato l’attenzione necessaria al settore sanitario, e, allo scoppio della pandemia, vi erano stati diversi interrogativi sulle capacità di far fronte ad una simile emergenza sanitaria. Motivo per cui, il Consiglio di amministrazione della Banca Mondiale ha approvato, il 16 giugno, un piano da 400 milioni di dollari per potenziare il sistema di assicurazione sanitaria in Egitto. La Banca Mondiale è tra i principali finanziatori egiziani. Già lo scorso 2 aprile, il Consiglio di amministrazione aveva varato un piano di aiuti da 7,9 milioni di dollari, volto a sostenere Il Cairo nella lotta al Coronavirus.

Nel frattempo, l’Egitto ha ricevuto 50.000 dosi del vaccino cinese anti-Covid sviluppato dall’azienda Sinopharm, sufficienti a vaccinare 25.000 persone. Queste sono state donate al Paese Nord-africano dagli Emirati Arabi Uniti (UAE), i quali ne hanno annunciato un livello di efficacia pari all’86%, dopo aver completato i test di fase tre condotti sin dal mese di luglio. Già a settembre, poi, Abu Dhabi aveva approvato il siero per l’uso d’emergenza per alcune categorie specifiche, tra cui gli operatori sanitari “esposti in prima linea” nella lotta contro la pandemia di Coronavirus, ottenendo i primi risultati positivi.

Al momento della ricezione del primo lotto, la ministra Hala Zayed ha annunciato che il vaccino sarebbe stato fornito gratuitamente alla popolazione sulla base delle direttive del presidente, Abdel Fattah al-Sisi, ma che sarebbe stata data priorità al personale medico degli ospedali adibiti all’isolamento di pazienti infetti da Coronavirus, agli anziani e alle persone affette da malattie croniche. Tuttavia, sin dall’inizio, sono sorte voci di dissenso, tra cui quelle del sindacato dei medici, il quale ha richiesto che il vaccino non venga somministrato fino a quando non saranno rilasciati i risultati ufficiali inerenti alla sua sicurezza.

Secondo alcuni medici egiziani, sebbene il Paese necessiti con urgenza di un vaccino, è necessario dapprima ottenere risposte certe a dubbi e domande. Tra questi, il tasso di sicurezza del vaccino nella terza fase di sperimentazione clinica su volontari, gli effetti collaterali più gravi e la loro percentuale di incidenza, nonché l’efficacia del vaccino stesso. Inoltre, è stato evidenziato come la Cina abbia testato il vaccino solo su un milione di pazienti e non abbia ancora rivelato dettagli sui risultati ottenuti.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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