Brexit: Spagna e Regno Unito cercano accordo in extremis su Gibilterra

Pubblicato il 21 dicembre 2020 alle 13:22 in Spagna UK

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La Spagna e il Regno Unito accelerano i negoziati per raggiungere entro la fine dell’anno un accordo sullo status Gibilterra e sulla situazione degli spagnoli che ogni giorno entrano per lavoro nel territorio della Rocca. Obiettivo è facilitare ai lavoratori ospiti, come si chiamano a Gibilterra, l’attraversamento dell’imminente confine esterno dell’Unione Europea due volte al giorno, a partire dal 1° gennaio. “Si sta negoziando con foga”, dice una fonte vicina alle autorità della Rocca. Su un tavolo di negoziazione virtuale, entrambe le parti definiscono una decisione consensuale che avrebbe portato Gibilterra a entrare a far parte della zona Schengen, uno status di cui non godeva nemmeno quando il Regno Unito faceva parte del club dei 27. Il patto, sebbene soggetto ad un accordo generale sulla Brexit è autonomo rispetto al corpo principale degli accordi e rappresenterebbe un progresso storico per i 9.200 lavoratori transfrontalieri della zona del Campo de Gibraltar.

I 9.200 lavoratori sarebbero interessati dalla creazione di una macro-area che il ministro degli Esteri spagnolo, Arancha González Laya, ha definito “un’area di prosperità condivisa”.

Né González Laya né il suo team hanno chiarito come l’idea possa essere realizzata in un territorio di confine irregolare, poiché il 18,5% del PIL di Campo de Gibraltar dipende dal suo rapporto con la Rocca. L’opzione con la quale le squadre negoziali si battono da settimane è quella di raggiungere un patto in base al quale, pur non essendo parte dell’Unione Europea, Gibilterra possa godere del transito di frontiera gratuito che lo spazio Schengen garantisce. È proprio la possibilità in cui il principale ministro del territorio ultramarino britannico, Fabian Picardo, ha presentato lo scorso venerdì 18 dicembre in un’intervista e che ha già proposto pubblicamente per la prima volta nel 2016, poco dopo il referendum sulla Brexit, in cui il 96% degli abitanti di Gibilterra votò Remain.

Poche settimane fa, il ministero degli Esteri spagnolo ha ripreso questa idea che, in pratica, significherebbe che i controlli alle frontiere esterne dell’UE sono stati stabiliti all’aeroporto di Gibilterra o al suo porto e non al confine con la Spagna. Tuttavia, i negoziati hanno raggiunto una linea rossa per Gibilterra quando è stato proposto che i funzionari doganali spagnoli assumessero il compito di controllo. Nei giorni scorsi le squadre negoziali hanno trovato un piano b non divulgato a questa proposta, ma che sembra piacere al governo della Rocca. “Siamo a poca distanza da un accordo storico. Chiedo rigore legale e pragmatismo intellettuale”, ha detto Picardo, mentre Madrid e Londra chiedono “cautela”.

L’accordo tra Spagna e Regno Unito è indipendente, sebbene legato ai rapporti generali post Brexit che Londra deve firmare con l’Unione Europea. Se Bruxelles e Londra riusciranno ad avvicinare le loro posizioni, il patto di Gibilterra spianerà ulteriormente la loro strada. “Sarebbe più facile”, sottolineano fonti di Gibilterra. Per sbloccare l’accordo sulla Rocca è stata fondamentale la predisposizione di González Laya a lasciare da parte il disaccordo sulla sovranità della colonia. “Questo non cambierà”, ha ammesso il ministro domenica scorsa in un’intervista al network britannico Sky News.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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