Nepal: sciolto il Parlamento per volere del premier

Pubblicato il 20 dicembre 2020 alle 18:30 in Asia Nepal

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La presidente nepalese, Bidya Devi Bhandari, ha sciolto il Parlamento del Paese, il 20 dicembre, su richiesta del primo ministro, KP Sharma Oli, il quale sta a sua volta affrontando divisioni interne al Partito comunista nepalese (NCP) di cui fa parte ed è presidente.  A conclusione di un meeting d’emergenza con il governo, Bhandari ha poi annunciato che nel Paese saranno quindi indette elezioni parlamentari dal 30 aprile al 10 maggio 2021.

Il 68enne Oli, in carica dal 15 febbraio 2018, ha richiesto lo scioglimento del corpo legislativo così da non doversi dimettere in favore di una seconda persona interna alla coalizione di governo, secondo quanto previsto da un’intesa interna alla sua fazione politica risalente al 2017.In tale anno, in Nepal, due diversi partiti comunisti si sono uniti stringendo un accordo che prevedeva un cambio nella figura del premier dopo due anni e mezzo in carica ma Oli sarebbe stato finora restio a rispettare tale impegno, creando tensioni interne al partito.  Alla luce della sua riluttanza, il 20 dicembre, prima della decisione di Oli, decine di parlamentari al governo avevano proposto di presentare un voto di sfiducia contro il premier.

In seguito all’annuncio dello scioglimento del Parlamento, sette ministri del governo nepalese si sono dimessi e sono state organizzate manifestazioni di protesta nella capitale Katmandu, durante le quali sono anche state bruciate effigi ritraenti la figura del primo ministro.

La decisione di Oli ha poi attirato critiche sia interne alla fazione di governo, sia all’opposizione. Il portavoce del NCP, Narayan Kaji Shrestha, ad esempio, ha criticato la mossa di Oli definendola “inedita” e “una presa in giro del sistema democratico”, mentre un membro dell’opposizione in Parlamento, Gagan Thapa, ha ritenuto la mossa di Oli “incostituzionale e non democratica”. Anche parte della popolazione ha criticato la scelta di Oli attraverso le piattaforme social, sostenendo che le elezioni parlamentari costeranno al Paese 475 milioni di dollari, poco meno del piano di vaccinazione nazionale contro il coronavirus, che avrà un costo stimato di 670 milioni.

A sostegno di Oli si è invece espresso il consigliere stampa del primo ministro, Surya Thapa, il quale ha affermato che la decisione sia stata necessaria a causa di “cospirazioni” che avrebbero limitato il funzionamento del Parlamento stesso. Alla luce di tali circostanze, ha affermato Thapa, per Oli l’unica soluzione sarebbe quella di andare di nuovo incontro al volere popolo. 

Secondo alcuni osservatori, ad innescare l’ultima mossa di Oli sarebbe stato un ordine esecutivo approvato nel corso dell’ultima settimana che avrebbe consentito al premier di concentrate più poteri sulla propria persona. Per altri analisti, poi, lo scioglimento del Parlamento creerà una fase di instabilità politica, interrompendo la solidità raggiunta nel 2017 dopo anni di turbolenze politiche grazie all’unione dei due partiti comunisti che, insieme, hanno 2/3 della maggioranza parlamentare.

Tra i fattori che hanno un’influenza nella politica interna nepalese vi è la competizione tra le due potenze con cui confina il Paese, ovvero la Cina e l’India. Oli, che è conosciuto per essere un nazionalista, ha cercato di avvicinare il proprio Paese a Pechino per ridurre la dipendenza del Paese dall’India. Oltre a questo, sotto la sua leadership,  lo scorso 13 giugno, la Camera dei Rappresentanti del Parlamento del Nepal aveva approvato all’unanimità una proposta di emendamento costituzionale con la quale aerano stati ridisegnati i confini del Paese, includendo nel proprio territorio un’area contesa con l’India che si era opposta a tale mossa, definendola “assertività cartografica” e “allargamento artificiale”.

Il Nepal conta 30 milioni di abitanti circa e sta affrontando una grave crisi economica determinata dalla diffusione del coronavirus che ha bloccato il turismo, un settore vitale per il Paese. Secondo la Banca Mondiale, il Nepal avrà una crescita inferiore all’1% nel 2020.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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