Nelle sue dichiarazioni, l’IOM ha infine sottolineato il significativo contributo che i migranti hanno fornito anche durante la pandemia e le numerose sfide che devono affrontare ogni giorno. Nonostante le restrizioni ai viaggi e ai movimenti, dovuti all’epidemia di COVID-19, decine di migliaia di persone in circostanze disperate hanno continuato a intraprendere viaggi pericolosi attraverso deserti, giungle e mari e in migliaia sono morte lungo la strada, ha osservato l’organizzazione. 

Secondo le stime dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), nel mese di novembre 2020, sono giunti via mare e via terra, solo in Europa, 13.730 migranti. A partire dall’inizio dell’anno, il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri è la Spagna, con oltre 35.200 arrivi. Al secondo posto, si colloca l’Italia, con più di 32.400 sbarchi. Segue la Grecia, con oltre 14.700 arrivi, Malta, con quasi 2.300 sbarchi, e infine Cipro, con poco meno di 1.000 arrivi. Il numero dei morti nel Mar Mediterraneo da gennaio al 17 dicembre 2020, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione, è stato di a 1.096 migranti. Tale numero segna una diminuzione rispetto alla cifra del 2019, quando nelle acque del Mediterraneo hanno perso la vita circa 1.835 migranti.