Spagna: via libera alla legge sull’eutanasia

Pubblicato il 19 dicembre 2020 alle 6:11 in Europa Spagna

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Se l’iniziativa sarà approvata dal Senato, la Spagna diventerà il quarto paese dell’Ue a legalizzare la pratica per i malati terminali dopo Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.

La Camera dei Deputati spagnola ha approvato un disegno di legge che consente ai pazienti gravemente malati di prendere una decisione volontaria di porre fine alla loro vita, nonostante l’opposizione dei gruppi politici di destra e quelli religiosi.

Il disegno di legge consentirebbe l’eutanasia per le persone con malattie “gravi e incurabili” o debilitanti che causano “sofferenze insopportabili”.

Il disegno di legge è stato approvato giovedì a maggioranza dei voti, 198 a favore contro 138 contrari, mentre alcune decine di manifestanti si sono radunati davanti al Parlamento per protestare a ritmo di tamburi.

Il documento dovrà ora passare al Senato, che può firmarlo in legge o rispedirlo al Congresso con eventuali emendamenti. Se non subisse modifiche potrebbe ottenere l’approvazione già nei prossimi mesi, rendendo il Paese iberico il quarto stato dell’Unione Europea a dare il via libera alla pratica sul fine vita dopo Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.

In precedenza, il Vaticano aveva pubblicato un documento sulla Congregazione della Dottrina della Fede ribadendo le proprie posizioni nei confronti della pratica dell’eutanasia definendola un atto omicida che nessuno può legittimare.

Il Parlamento belga ha legalizzato l’eutanasia nel 2003.Un sondaggio pubblicato nel 2010 riportò che i morti per eutanasia (rispetto alla totalità degli altri decessi) erano per lo più giovani, malati di neoplasia, di sesso maschile e per lo più morti all’interno delle loro case: in quasi tutti i casi rilevati, è stata anche segnalata un’insopportabile sofferenza fisica. L’eutanasia per malati non terminali è invece assai più rara. La possibilità di redigere una dichiarazione anticipata di fronte a testimoni, al fine di prenderne in considerazione la volontà esplicita, è prevista da un regio decreto emesso nel 2003; il medico non ha comunque obbligo di partecipare e può liberamente fare obiezione di coscienza.

Il Lussemburgo ha approvato la legge che legalizza l’eutanasia nel 2008; l’anno successivo è stata approvata nuovamente in seconda lettura, rendendo così il piccolo granducato centro-europeo il terzo paese dell’Unione europea (dopo Paesi Bassi e Belgio) ad aver depenalizzato l’eutanasia. I malati terminali sono in grado di scegliere di concludere la propria esistenza e quindi farla mettere in atto; questo dopo aver ricevuto l’approvazione preventiva di un team medico di esperti.

I Paesi Bassi hanno approvato la legge che legalizza l’eutanasia nel 2002, compreso il suicidio assistito: questa legge codifica in modo ufficiale la vecchia convenzione ventennale di non perseguire i medici che han commesso eutanasia in certi casi e circostanze molto specifiche: il ministero della salute pubblica, del benessere e dello sport sostiene che questa pratica “permette ad una persona di porre fine alla propria esistenza con dignità, dopo aver ricevuto ogni tipo disponibile di cure palliativeLe Nazioni Unite, nel suo comitato per i diritti umani, hanno approfonditamente controllato e commentato la legge sull’eutanasia olandese; nel 2004 infine è stato sviluppato il “protocollo di Groningen”, che stabilisce i criteri da rispettare per effettuare l’eutanasia infantile senza che il medico possa esser in seguito perseguito penalmente.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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