Spagna: arrestato estremista che voleva diventare cecchino dell’ISIS

Pubblicato il 18 dicembre 2020 alle 6:11 in Europa Spagna

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La Polizia Nazionale spagnola ha fermato a Madrid un estremista che aveva annunciato il suo desiderio di diventare “il miglior cecchino” del Daesh.

“Il detenuto, già in una fase di radicalizzazione molto grave, ha mostrato la ferma volontà di recarsi nella zona del conflitto, in particolare nella città siriana di Idlib, per unirsi al jihad, nonché la sua volontà di ergere come “il miglior cecchino del Daesh”, afferma una nota della polizia.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, nel corso delle indagini è stato stabilito che l’uomo è passato dal condurre uno stile di vita occidentale alla difesa dei precetti più radicali del jihadismo.

La sua radicalizzazione è stata identificata mediante l’analisi delle sue attività sui social network, in cui ha costantemente visualizzato e pubblicato contenuti che lodavano il Daesh. In particolare, aveva pubblicato numerosi commenti con parole di stima per gli attacchi terroristici perpetrati di recente in Europa, tra cui, ad esempio, la decapitazione di un professore francese lo scorso ottobre.

Il residente di Madrid risulta essere indagato per apologia di terrorismo.

In precedenza, le forze dell’ordine spagnole avevano smantellato un gruppo criminale che si occupava di furti di crocifissi di metallo e figure di santi nei cimiteri.

Stato Islamico è il nome che si è dato ad un’organizzazione jihadista salafita attiva in Siria e Iraq, dove fino al 2017 controllava militarmente un ampio territorio. Il suo capo Abu Bakr al-Baghdadi ha proclamato la nascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo in un’area compresa tra la Siria nord-orientale e l’Iraq occidentale il 29 giugno 2014. Nonostante questo gruppo dichiari di fondarsi sulla religione Islamica sunnita, molti leader del mondo islamico hanno sostenuto l’illegittimità della proclamazione e il contrasto dell’ideologia del gruppo con la dottrina religiosa.

Prima di tale proclamazione il gruppo si faceva chiamare “al-Dawla al-Islāmiyya fī l-ʿIrāq wa l-Shām” (sigla in arabo داعش, ovvero Dāʿish o Daesh), tradotto in italiano come Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS) o Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL). La parola araba Shām indica infatti quella regione geografica che comprende il sud della Turchia, la Siria, il Libano, Israele, la Giordania e la Palestina e che viene indicata come Grande Siria o Levante.

Le origini del gruppo risalgono ad “al-Qa’ida in Iraq” (2004–2006), poi rinominata “Stato Islamico dell’Iraq” (2006–2013), fondata da Abu Muṣʿab al-Zarqāwī nel 2004 per combattere l’occupazione statunitense dell’Iraq e il governo iracheno sciita sostenuto dagli Stati Uniti d’America dopo il rovesciamento di Saddam Hussein. Nel 2013 lo Stato Islamico dell’Iraq ha proclamato unilateralmente la propria unificazione con la branca siriana di al-Qaeda, che aveva conquistato una parte del territorio siriano nell’ambito della guerra civile contro il governo di Baššār al-Asad, ma esponenti di quest’ultima smentirono la notizia. In seguito a questo contrastato annuncio il gruppo, scelta come propria capitale la città siriana di Raqqa, ha cambiato nome in Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS).


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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