Stati Uniti: il caso di Hunter Biden

Pubblicato il 17 dicembre 2020 alle 19:06 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di non avere niente a che fare con qualsiasi possibile processo contro il figlio del presidente eletto, Joe Biden. 

In un tweet, il 17 dicembre, Trump ha riferito di non essere coinvolto in alcuna indagine criminale sulla famiglia Biden. Tali parole sono arrivate un giorno dopo che Jeffrey Rosen, il prossimo procuratore generale, ha rifiutato di riferire se avrebbe nominato un consulente speciale per indagare su Hunter Biden. Rosen, che subentrerà quando William Barr si dimetterà il 23 dicembre, in un’intervista al Dipartimento di Giustizia ha affermato che avrebbe continuato “a fare le cose sulla base della legge e dei fatti. È così che la penso dall’inizio ed è così che la penserò fino alla fine”. 

Rosen guiderà il Dipartimento di Giustizia per l’ultimo mese in carica del presidente Donald Trump, mettendo l’ex avvocato aziendale nel mezzo di quella che potrebbe essere una tempesta politica. Trump ha sottolineato più volte la necessità di avviare un’indagine fiscale federale su Hunter Biden e, secondo alcune fonti a lui vicine, si sarebbe consultato sulla questione con il capo del personale della Casa Bianca, Mark Meadows, il consigliere della Casa Bianca, Pat Cipollone. Il presidente uscente avrebbe chiesto al suo team di avvocati, compreso Rudy Giuliani, di verificare se il presidente ha il potere di nominare lui stesso un consulente speciale.

Oltre a nominare un procuratore speciale per indagare sul giovane Biden, le fonti hanno affermato che Trump è interessato ad avere un altro consulente speciale nominato per esaminare le sue affermazioni infondate di frode elettorale. Una domanda chiave a cui sarà presto data risposta riguarda la possibilità di Rosen di resistere alla pressione presidenziale. Il 9 dicembre, Hunter Biden ha rivelato che i suoi affari fiscali erano oggetto di indagine da parte dell’avvocato statunitense per il distretto del Delaware.

Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso del procedimento, non era emersa alcuna prova contro il figlio di Biden, ma le indagini contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione.

Trump ha ammesso di aver citato Biden durante una telefonata con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, che ha portato ad un processo di impeachment contro il capo della Casa Bianca, terminato con un’assoluzione al Senato, che è caratterizzato da una maggioranza repubblicana. Tuttavia, il presidente uscente nega le accuse riguardo alle pressioni sul presidente ucraino per indagare sul figlio dell’ex vice-presidente. Il fatto che Trump abbia parlato di un oppositore politico con il leader di un altro Paese ha scandalizzato il Congresso e ha presto fatto riaffiorare l’ipotesi di impeachment contro il presidente. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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