La Cina, una potenza spaziale: campioni lunari portati sulla Terra

Pubblicato il 17 dicembre 2020 alle 12:17 in Asia Cina

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La capsula della missione lunare cinese Chang’e 5 è atterrata in Mongolia Interna il 17 dicembre alle 01:59, ora locale, riportando sulla Terra 2 kg di rocce e terreno lunari. La Cina è così diventata una tra le sole tre Nazioni che si sono recate sulla Luna e ne hanno prelevato campioni riportandoli sulla Terra, insieme a USA e Russia, allora Unione Sovietica.

I materiali raccolti dalla missione Chang’e 5, chiamata così dal nome di una figura leggendaria cinese legata alla Luna, sono stati il primo campione riportato sulla Terra negli ultimi 44 anni, dopo che, nel 1976, la missione russa Soviet Luna 24 aveva compiuto con successo una missione analoga.

Chang’e 5 è stata lanciata lo scorso 24 novembre ed è arrivata sulla superficie lunare il successivo primo dicembre, atterrando sulla faccia visibile della Luna, nei pressi di una colata vulcanica detta Mons Rümker. Secondo gli scienziati cinesi, rispetto alle missioni russa e statunitense, il sito in cui Chang’e ha raccolto materiali appartiene ad un’era geologica più recente e potrà fornire nuove prospettive sulla composizione della Luna e dell’Universo.

Il presidente cinese, Xi Jinping, dopo essersi congratulato per il successo della missione, ha affermato che si è trattato di un grande risultato e di un passo in avanti del settore aerospaziale che sarà sempre ricordato dalla Cina e dal popolo cinese. Xi ha esortato la Cina a portare avanti l’esplorazione dello spazio, contribuendo così a rendere il Paese una potenza spaziale, al ringiovanimento nazionale, all’utilizzo pacifico dello spazio e alla realizzazione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità. A tal proposito, il vice direttore del programma lunare dell’Amministrazione Nazionale per lo Spazio della Cina, Pei Zhaoyu, ha dichiarato che Pechino condividerà parte dei campioni raccolti con gli scienziati a livello internazionale.

Il direttore delle missioni scientifiche della NASA, Thomas Zurbuchen, si è congratulato con la Cina pubblicando un messaggio su Twitter che recita: “Congratulazioni alla Cina per il rientro dei campioni lunari sulla Terra! La comunità scientifica internazionale celebra il successo della vostra missione Chang’e 5. Questi campioni contribuiranno a rivelare i segreti del nostro sistema Terra-Luna e ad ottenere nuove conoscenze sulla storia del nostro sistema solare”.

Secondo il documento Congressional Report 2019 degli USA citato dal Washington Post, se dovesse procedere al ritmo attuale, il programma spaziale della Cina compirà in due decenni gli stessi progressi che gli Stati Uniti hanno compiuto in 40 anni. L’organizzazione no profit, Space Foundation, ha stimato che il budget cinese destinato al programma spaziale sia il secondo al mondo per valore, dopo gli USA. Al programma spaziale cinese spetterebbero circa 8 miliardi di dollari all’anno, mentre la NASA ne avrebbe 22 miliardi.

La missione lanciata il Chang’e 5 è tra le più ambiziose avviate da Pechino, da quando ha inviato il suo primo astronauta nello spazio nel 2003, attestandosi al terzo posto al mondo dopo USA e Russia per aver condotto una missione di tale tipo. Rispetto alla Luna, prima di quest’ultima conquista spaziale, nel 2019, il Paese era diventato il primo al mondo ad aver fatto atterrare un rover sul lato oscuro della Luna.

La Cina sta potenziando le proprie ambizioni spaziali, tant’è vero che, lo scorso 23 luglio, ha avviato anche la sua prima missione indipendente verso Marte, lanciando la sonda Tianwen-1 che esplorerà il pianeta per oltre tre mesi, una volta che lo avrà raggiunto nel mese di Febbraio 2021. Con tale missione, ancora una volta, la Cina si è unita al podio delle prime tre nazioni che hanno inviato una missione indipendente su Marte, dopo Russia e USA.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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