Colombia: la violenza cresce durante la pandemia

Pubblicato il 17 dicembre 2020 alle 8:01 in America Latina Colombia

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La violenza in Colombia è aumentata nel corso della pandemia di COVID-19. È quanto ha indicato la Missione a sostegno del processo di pace in Colombia dell’Organizzazione degli Stati americani (MAPP/OEA) nel suo 29° rapporto semestrale.

“Durante la stagione della quarantena obbligatorio, le vulnerabilità esistenti nelle aree in cui convergono fattori strutturali di conflitto armato, criminalità, disuguaglianza e debole presenza statale si sono accentuate”, indica il rapporto MAPP/OEA.

La missione dell’Organizzazione degli Stati americani ha anche avvertito che nel primo semestre di quest’anno il controllo territoriale e sociale è stato mantenuto in alcune zone da gruppi armati illegali “attraverso misure restrittive sulla mobilità, minacce, sanzioni e punizioni contro la popolazione civile”.

Allo stesso modo, la Missione a sostegno del processo di pace ha osservato la persistenza di fattori di rischio quali l’installazione di mine anti-uomo, la violenza di genere, lo sfollamento forzato, il ricorso a sequestri e omicidi di cui sono stati vittime principali leader sociali, autorità delle comunità indigene, donne, organizzazioni civiche e di difesa dei diritti umani, ed ex combattenti dell’ex guerriglia delle FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) in fase di reincorporazione e le loro famiglie.

Il rapporto ha anche messo in guardia contro l’abbandono scolastico, in particolare nelle scuole superiori nelle zone di conflitto, nonché le condizioni di rischio per il coinvolgimento, l’uso e il reclutamento forzato di ragazze, ragazzi e adolescenti da parte di gruppi armati illegali.

“La pandemia ha messo in luce le sfide urgenti che ancora persistono nelle aree più remote, come la garanzia dei diritti, il rafforzamento della partecipazione, la messa in sicurezza delle risorse disponibili, l’esecuzione dei lavori e l’accesso effettivo alla connettività e agli strumenti digitali” ha dichiarato Roberto Menéndez, direttore della MAPP/OEA, durante la presentazione del rapporto in streaming al Consiglio Permanente dell’Organizzazione.

Nonostante la situazione, il rapporto ha anche dettagliato i risultati ottenuti tra le complessità della pandemia, come le azioni volte a rafforzare l’attenzione alla violenza contro le donne e le vittime del conflitto armato, nonché la riduzione dell’area dedicata alla coltivazione di coca in alcune zone del paese.

Allo stesso modo, ha apprezzato gli sforzi istituzionali per garantire in sicurezza e ordine la reincorporazione di quasi 13.000 ex combattenti delle FARC, così come previsto dall’accordo di pace siglato dalla guerriglia e dallo stato colombiano a L’Avana nel novembre 2016.

“La Missione riconosce gli sforzi compiuti dallo Stato colombiano per contenere la crisi in tutti i suoi aspetti e sottolinea il ruolo delle organizzazioni comunitarie, delle autorità etniche e dei processi organizzativi, che hanno affrontato insieme questa difficile situazione”, ha aggiunto Menéndez .

Infine, nel suo rapporto, la missione dell’Organizzazione degli Stati Americani in Colombia ha incoraggiato le autorità locali, dipartimentali e nazionali a mantenere attivi “sforzi e sinergie con la società civile” a favore dei diritti umani, della sicurezza, della protezione della vita e la completa attuazione della pace nel Paese.

Ad oggi in Colombia sono attive la guerriglia dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), unica formazione a non aver siglato accordi con lo Stato, e la dissidenza delle FARC, contraria agli accordi dell’Avana. Sono inoltre attive numerose narcobande, che lottano per controllare il territorio un tempo sotto il dominio dei grandi cartelli della droga.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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