Afghanistan: colloquio USA-talebani a Doha

Pubblicato il 17 dicembre 2020 alle 18:32 in Afghanistan USA e Canada

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Mark Milley, presidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, ha tenuto colloqui con i negoziatori talebani a Doha, la capitale del Qatar, per sollecitare una riduzione della violenza in tutto l’Afghanistan. 

Il generale Milley ha parlato per circa due ore con i negoziatori talebani, il 15 dicembre, e il 16 dicembre è volato a Kabul per discutere il processo di pace con il presidente, Ashraf Ghani. “La parte più importante delle discussioni che ho avuto sia con i talebani sia con il governo dell’Afghanistan è stata la necessità di una riduzione immediata della violenza”, ha dichiarato Milley ai giornalisti che lo hanno accompagnato in Qatar e in Afghanistan. “Tutto il resto dipende da questo”, ha aggiunto. Secondo le regole di base stabilite da Milley per motivi di sicurezza, i giornalisti che viaggiavano con lui hanno accettato di non scrivere riguardo ai suoi colloqui fino a quando non avesse lasciato la regione. Tuttavia, quello del 15 dicembre è il secondo incontro senza preavviso di Milley con la squadra negoziale dei talebani. Il precedente, avvenuto giugno, sempre a Doha, non era stato segnalato fino ad ora.

In tale contesto, il 16 dicembre, il generale Scott Miller, il comandante in capo delle forze statunitensi e della coalizione in Afghanistan, ha affermato in un’intervista presso il quartier generale militare a Kabul che i talebani hanno intensificato gli attacchi contro le forze afghane, in particolare nelle province meridionali di Helmand e Kandahar. “La mia valutazione è che questa situazione mette a rischio il processo di pace: maggiore è la violenza, maggiore è il rischio”, ha affermato Miller. Il generale si incontra almeno una volta al mese con i negoziatori talebani come parte dello sforzo di Washington per far avanzare un processo di pace. A Kabul, la sera del 16 dicembre, il presidente Ghani ha incontrato il generale Milley presso il palazzo presidenziale e ha dichiarato che le parti hanno espresso le loro preoccupazioni per l’escalation della violenza in Afghanistan e hanno discusso del processo di pace afghano e della necessità immediata di un cessate il fuoco. Il generale Milley ha anche incontrato il capo di stato maggiore dell’esercito afghano, il generale Mohammad Yasin Zia e altri funzionari.

Tra le violenze che hanno scosso il Paese, alcune hanno interessato anche la capitale. Mahbubullah Muhibbi, vice governatore di Kabul, e il suo segretario sono stati uccisi in un’esplosione la mattina del 15 dicembre. La detonazione è avvenuta intorno alle 9:40 del mattino, ora locale, nel PD9 di Kabul, quando un ordigno artigianale che era stato posizionato sul veicolo del vice governatore è stato fatto esplodere. Nessun gruppo, talebani inclusi, ha rivendicato la responsabilità di tale violenza. Si tratta del secondo episodio di questo tipo in una sola giornata a Kabul. Un poliziotto è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti a seguito dell’attacco di un gruppo di uomini armati nel distretto di Bagrami, situato nella capitale afghana. L’aggressione è avvenuta intorno alle 6:30, ora locale. Le indagini sono ancora in corso e, anche in questo caso, nessun gruppo ha rivendicato l’assalto.

Le violenze continuano ad aumentare nonostante il 12 settembre siano stati avviati i negoziati di pace di Doha, in Qatar. Questi sono stati ideati per porre fine ai 19 anni di conflitto che hanno afflitto il Paese. Dopo un periodo d’impasse, nel quale non erano stati raggiunti progressi significativi, il 2 dicembre scorso, i rappresentanti dei talebani e quelli del governo di Kabul hanno ufficialmente raggiunto un accordo sulle regole procedurali per avviare i veri e propri negoziati di pace. Inoltre, il 14 dicembre, la presidenza afghana ha suggerito la possibilità che i colloqui intra-afghani, nella loro prossima fase, possano essere tenuti in Afghanistan. Tuttavia, i talebani si sono già opposti a tale proposta. 

L’apertura di un dialogo intra-afghano era stata a sua volta resa possibile da un accordo di pace siglato tra gli Stati Uniti e i talebani lo scorso 29 febbraio a Doha, in base al quale, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan. Alla luce di ciò, lo scorso 17 novembre gli USA hanno annunciato la riduzione del numero dei propri soldati da 4.500 a 2.500 prima della fine del mandato del presidente uscente statunitense, Donald Trump, attesa per metà gennaio 2021. Dalla firma degli accordi di pace con gli Stati Uniti, i talebani avrebbero ridotto drasticamente i grandi attacchi condotti contro le zone urbane del Paese ma, nelle aree rurali, gli scontri con le forze governative sarebbero aumentati e le parti si sono ripetutamente accusate di stare cercando di ampliare il territorio sotto il proprio controllo.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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