Somalia e Kenya tagliano i rapporti diplomatici

Pubblicato il 16 dicembre 2020 alle 20:01 in Kenya Somalia

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La Somalia ha reciso i rapporti diplomatici con il vicino Kenya, accusandolo di violare la sovranità nazionale e di intromettersi nei suoi affari interni prima delle elezioni generali, da svolgersi entro febbraio 2021. In una trasmissione televisiva, andata in onda nella tarda serata di lunedì 14 dicembre, il ministro dell’Informazione somalo, Osman Dubbe, ha dichiarato che il governo di Mogadiscio aveva ordinato a tutti i suoi diplomatici in Kenya di tornare nel proprio Paese. Allo stesso modo, ai diplomatici kenioti in Somalia era stato ordinato di lasciare lo Stato entro sette giorni. 

“Il Kenya continua a intromettersi nei nostri affari politici interni e ha ignorato i precedenti appelli a smettere di violare la nostra sovranità”, ha annunciato Dubbe sull’emittente SNTV gestita dallo Stato.“Pertanto, dichiariamo di aver tagliato i legami con il Kenya per le sue violazioni della sovranità somala”, ha aggiunto. A far scatenare la scintilla sarebbe stato l’incontro, tenutosi a Nairobi il 13 dicembre, tra il presidente keniota, Uhuru Kenyatta, e il leader dell’autoproclamata Repubblica del Somaliland, Muse Bihi Abdi. Il Somaliland è la regione nord-occidentale della Somalia che, nel 1991, ha dichiarato l’indipendenza da Mogadiscio. La Repubblica, tuttavia, non è riconosciuta dalla comunità internazionale. 

In occasione dell’incontro, Kenyatta e Muse Bihi Abdi hanno siglato una serie di accordi che le autorità somale hanno considerato una “intollerabile provocazione”. In base alle intese, il Kenya ha stabilito che aprirà un consolato ad Hargheisa, capitale del Somaliland, entro la fine di marzo 2021, mentre le autorità dell’autoproclamata Repubblica hanno deciso di elevare al rango di consolato lo status del già esistente ufficio di collegamento in Kenya. Secondo quanto convenuto, inoltre, la compagnia aerea Kenya Airways dovrebbe volare direttamente, sempre entro fine marzo, da Nairobi ad Hargeisa. “I due leader riconoscono l’impegno del Kenya per una Somalia pacifica, stabile, forte e prospera, in cui tutte le voci del popolo somalo hanno l’opportunità di esprimere la loro volontà sovrana”, si legge nel comunicato firmato al termine dell’incontro.

L’annuncio ha innervosito il governo somalo e il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, altresì detto Farmajo, che considerano il Somaliland parte integrante del territorio della Somalia. Il portavoce del Ministero degli Esteri keniota, Cyrus Oguna, ha sottolineato, martedì 15 dicembre, che il governo di Nairobi ha istituito un comitato “per cercare una soluzione alla controversia diplomatica”, specificando che la nazione è stata “molto gentile e accomodante con i circa 200.000 somali che vivono nei vasti campi profughi situati nell’Est del Kenya”. Quest’ultimo, inoltre, è un importante membro del contingente AMISOM, la forza dell’Unione africana che combatte contro il gruppo armato di al-Shabaab, attivo principalmente in Somalia.

La rottura dei legami tra Nairobi e Mogadiscio ha segnato il culmine di un progressivo deterioramento dei legami tra i due vicini. Il 30 novembre, la Somalia aveva espulso l’ambasciatore del Kenya e richiamato il proprio inviato da Nairobi, accusando il Paese di interferire nel processo elettorale nello Jubbaland, uno dei suoi cinque Stati semiautonomi. Le relazioni tra il governo centrale della Somalia e lo stato meridionale di Jubbaland, che confina con il Kenya, sono tese poiché le autorità della regione accusano Mogadiscio di cercare di rimuovere il presidente, Ahmed Madobe, e di mettere un lealista al potere per aumentare il controllo del governo centrale. Madobe è un alleato chiave del Kenya, che vede lo Jubbaland come un Stato cuscinetto contro l’avanzata dei combattenti di al-Shabaab, spesso operativi anche oltre il confine. Il Kenya è poi ulteriormente coinvolto nella controversia con Mogadiscio perché accusato di ospitare un ministro latitante dello Jubbaland, accusato dalla Somalia di “gravi crimini” ma evaso di prigione a gennaio. Nairobi e Mogadiscio sono infine in disaccordo su una questione riguardante i confini terrestri e marittimi tra i due vicini del Corno d’Africa. L’istanza era stata anche presentata dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja nel 2014, dopo che le negoziazioni sui 100.000 km²di tratto di fondo marino conteso dalle due parti erano state interrotte. I toni della polemica, però, si sono riaccesi a febbraio, quando la Somalia ha accusato il Kenya di aver messo all’asta alcune aree marittime contese per l’esplorazione di gas e petrolio. Da quel momento, le relazioni tra i due Paesi africani si sono notevolmente raffreddate.

Domenica 13 dicembre, il Ministero degli Esteri della Somalia ha dichiarato di aver inviato una lettera di denuncia sul Kenya al blocco regionale dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD), che comprende 8 Paesi africani e che terrà un vertice il 20 dicembre in Gibuti. Omar Mahmood, analista senior per la Somalia presso l’International Crisis Group, ha detto che le crescenti tensioni riguardano la dinamica elettorale e potrebbero avere gravi implicazioni. “L’amministrazione Farmajo a Mogadiscio ritiene che il Kenya sostenga l’opposizione politica, sia che si tratti di Ahmed Madobe nel Jubbaland sia che siano i candidati politici che concorrono contro i candidati sostenuti dal presidente”, ha detto Mahmood in un’intervista ad Al Jazeera. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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