Libia: nominato il delegato della missione Onu, nessun risultato dal dialogo politico

Pubblicato il 16 dicembre 2020 alle 11:07 in Africa Libia

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha raggiunto un accordo sulla nomina del nuovo delegato della Missione di Sostegno in Libia (UNSMIL). Nel frattempo, le delegazioni impegnate nel dialogo politico non sono ancora riuscite a concordare i meccanismi per designare i membri dei futuri organismi esecutivi.

In particolare, il 15 dicembre, i 15 membri del Consiglio di Sicurezza hanno approvato una proposta avanzata in precedenza dal Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, nominando un ex politico e diplomatico bulgaro, Nikolai Mladenov, a capo della Missione UNSMIL. Mladenov, dal 2005, ha assunto la carica di inviato dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, ruolo che verrà ora ricoperto da Tor Wennesland, un diplomatico norvegese. In questo modo, i membri del Consiglio di Sicurezza sono riusciti a porre fine a discussioni avviate sin dal 2 marzo scorso, data in cui il precedente inviato di UNSMIL, Ghassan Salamé, ha presentato le dimissioni.

Le divergenze degli ultimi mesi hanno visto protagonisti gli Stati Uniti, i quali, dopo aver bocciato la nomina di un rappresentante algerino, Ramtane Lamamra, ex ministro degli Esteri, hanno più volte esortato il Consiglio di Sicurezza a nominare due personalità distinte, una per la missione in Libia e un’altra per svolgere il ruolo di mediatore del conflitto. La proposta, tuttavia, ha visto Cina e Russia astenersi dal voto. In occasione della nomina di Mladenov, i rappresentanti dell’Onu hanno evidenziato la necessità di adottare un meccanismo affidabile ed efficace per monitorare il cessate il fuoco nel Paese Nord-africano e hanno rinnovato l’invito a espellere tutte le forze e i mercenari stranieri dai fronti libici.

Parallelamente, sono continuate le discussioni, da remoto, del Forum di dialogo politico, guidate dall’inviata speciale ad interim, Stephanie Williams. L’obiettivo è definire i meccanismi di nomina dei membri del governo e del Consiglio presidenziale, premier e capo in primis, i quali guideranno la Libia fino alle elezioni presidenziali e legislative previste per il 24 dicembre 2021. Nella sera del 15 dicembre, Williams ha, però, riferito che le parti impegnate nel dialogo non sono ancora riuscite a trovare un’intesa. Le due proposte messe a votazione riguardano la necessità di raggiungere i due terzi dei voti per nominare il presidente del Consiglio presidenziale, i suoi due vice e il primo ministro, pari a 50, oppure il 61%, pari a 46 voti.

Al momento, il percorso politico delineato a Tunisi nel corso della prima sessione del Forum, svoltasi dal 9 al 15 novembre, sta assistendo a una fase di stallo, provocata altresì dalla competizione dei diversi attori libici, tutti interessati a svolgere un ruolo nel futuro politico libico. Ciò ha spinto il Parlamento a pensare a un piano alternativo, nel caso in cui anche i prossimi colloqui dovessero fallire. Questo dovrà essere elaborato da una commissione apposita formata da 7 membri, ma non sono ancora stati chiariti i criteri alla base del progetto. Nel frattempo, Williams ha affermato che continuerà a guidare le consultazioni e si è impegnata a incoraggiare la formazione di un sottocomitato consultivo e di una commissione legale volte a garantire la continuazione del processo verso le elezioni.

Il 14 e il 15 dicembre si è poi tenuto, a Ginevra, un meeting volto a discutere di questioni di carattere economico. L’incontro è stato co-presieduto dall’Egitto, dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e ha visto altresì la presenza di rappresentanti del gruppo di lavoro economico nato alla Conferenza di Berlino del 19 gennaio 2020, della Banca Mondiale, della Banca centrale libica, del Ministero della Finanze e della National Oil Corporation (NOC), la compagnia statale petrolifera.

Stando a quanto riferito il 15 dicembre, da Stephanie Williams, i partecipanti hanno elaborato “raccomandazioni per unificare il tasso di cambio, al fine di garantire una maggiore stabilità della moneta libica e contrastare il fenomeno della corruzione”. Parallelamente, è stato accolto con favore il piano presentato dalla Banca centrale per affrontare la crisi bancaria, il cui obiettivo è ricostruire la fiducia nel settore e garantire un facile accesso alla liquidità in tutto il Paese. Al contempo, sono stati definiti i passaggi per normalizzare e unificare il bilancio nazionale, il che prevede l’unificazione e la razionalizzazione degli stipendi dei dipendenti del settore pubblico, l’assegnazione di finanziamenti adeguati per lo sviluppo e le infrastrutture in tutto il Paese, una gestione efficace dell’aumento del debito nazionale e misure volte ad affrontare la pandemia di Covid-19.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione