Grecia: approvato bilancio militare da 5,5 miliardi di euro

Pubblicato il 16 dicembre 2020 alle 18:00 in Europa Grecia

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Il Parlamento greco ha votato a favore della decisione del governo di aumentare la spesa militare dopo cinque giorni di accese discussioni. Durante il dibattito parlamentare sul bilancio 2021, il primo ministro, Kyriakos Mitsotakis, ha affermato che l’esecutivo mira ad aumentare la spesa nel settore della Difesa del 57% rispetto a quella del 2019. Si prevede che il bilancio raggiungerà circa 5,5 miliardi di euro, una cifra che, secondo Mitsotakis, riflette la necessità di Atene di garantire la propria sicurezza in un contesto sempre più teso quale quello del Mediterraneo orientale.

Circa 189 parlamentari hanno votato a favore della decisione del governo di aumentare la spesa militare, mentre 16 hanno votato contro. La Grecia, nonostante le difficoltà economiche, è uno degli alleati della NATO che da sempre rispetta l’impegno di dedicare almeno il 2% del proprio Pil per la Difesa. Nel 2019, la cifra si era attestata sul 2,3%. La determinazione del governo di centrodestra e l’inasprirsi delle tensioni con la Turchia, per via della controversia sui diritti di sfruttamento energetico nel Mediterraneo orientale, hanno spinto l’esecutivo greco a pianificare un ulteriore irrobustimento del proprio apparato militare. Il nuovo piano di riarmo della Grecia si articola su vari livelli e il primo step sarà l’acquisto di 18 aerei Rafale prodotti dalla francese Dassault.

Il premier Mitsotakis ha confermato che l’accordo con la Francia per la compravendita dei 18 caccia sarà firmato nei prossimi giorni. “Mai prima d’ora un programma militare così complesso e importante è stato portato a termine in modo così rapido ed efficiente”, ha detto il primo ministro, specificando che il governo ha in programma di acquistare anche nuove fregate, elicotteri, droni, di aggiornare la sua flotta di F-16 entro il 2027 e di reclutare altri 15.000 membri del personale militare.

Nel frattempo, Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra Syriza, si è scagliato contro Mitsotakis. “Se c’è una parola che descrive il progetto di bilancio statale per il 2021 e la gestione da parte del governo di tutte le questioni critiche, questa parola è fallimento”, ha detto Tsipras commentando il piano del governo sul nuovo bilancio militare. “Non votiamo contro l’aumento della spesa. Ma non ti daremo un assegno in bianco, senza consultazione, senza un piano e una strategia”, ha aggiunto, rivolgendosi a Mitsotakis e alla sua squadra.

L’acquisto dei 18 caccia Rafale, di fabbricazione francese, fa parte di un’importante iniziativa dal valore di 11,5 miliardi di euro per modernizzare le forze armate greche nel mezzo delle tensioni con la vicina Turchia. Atene a Ankara, entrambi membri della NATO, continuano ad essere in disaccordo sulla delimitazione delle rispettive piattaforme continentali e sui diritti sottomarini di esplorazione di gas e petrolio nel Mediterraneo orientale. La disputa si è intensificata quest’estate e ha sollevato serie preoccupazioni, tra gli alleati occidentali, di un potenziale scontro militare. Pochi giorni fa, il 10 e l’11 dicembre, durante un vertice del Consiglio europeo, i leader dell’Unione hanno valutato l’imposizione di sanzioni contro la Turchia se Ankara dovesse continuare con i suoi “atteggiamenti provocatori” nelle acque rivendicate da Grecia e Cipro.

Atene ha di recente rafforzato i suoi legami militari con la Francia e gli Stati Uniti e ha ampliato la collaborazione con Israele, Egitto e altri Paesi della regione. La spesa militare, che era già stata ridotta in seguito ad una grave crisi finanziaria iniziata oltre un decennio fa, rischiava di essere nuovamente schiacciata dai problemi economici derivanti dalla pandemia di coronavirus. Tuttavia, i legislatori greci hanno approvato il bilancio nella tarda serata di martedì 15 dicembre. Secondo i dati, il Paese dovrebbe vedere una contrazione del 10,5% del suo Prodotto interno lordo quest’anno, prima di registrare una crescita del 4,8% l’anno prossimo. A causa della pandemia, i finanziatori internazionali hanno sospeso l’obbligo della Grecia di produrre bilanci in pareggio nel periodo 2020-2021. Il rapporto debito/PIL è destinato a salire al 208,9% quest’anno, anche se gran parte di quel debito è detenuto dai prestatori dell’Unione Europea che hanno concesso al Paese condizioni di rimborso favorevoli.

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Chiara Gentili

di Redazione

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