Coronavirus: l’Uzbekistan avvia sperimentazione su vaccino cinese, ma compra quello russo

Pubblicato il 16 dicembre 2020 alle 6:29 in Cina Russia Uzbekistan

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L’Uzbekistan sta iniziando la terza fase di sperimentazioni cliniche per un vaccino contro il coronavirus sviluppato dalla società cinese Anhui Zhifei Longcom Biopharmaceutical, secondo quanto ha annunciato il governo di Tashkent il 10 dicembre scorso.

La Zhifei ha somministrato 3.000 dosi e un numero identico di placebo come parte del test, secondo il Ministero dell’Innovazione uzbeko, che sta supervisionando le prove.

L’Uzbekistan ha inoltre ricevuto 12.000 test PCR aggiuntivi e 8.000 test sugli anticorpi.

La portavoce del ministero dello Sviluppo innovativo, Nazokat Abdukunduzova, ha spiegato che le prove di vaccinazione sarebbero iniziate l’11 dicembre. Cinquemila volontari stanno prendendo parte al progetto.

“Il vaccino ha dimostrato un profilo di sicurezza relativamente buono nella fase uno e due degli studi clinici. Inoltre, la sicurezza del vaccino e la sua conformità ai parametri richiesti sono state confermate nel corso di studi di laboratorio condotti da specialisti del comitato farmaceutico dell’Uzbekistan ”, ha affermato il ministero sul suo sito web.

Il ministero dell’Innovazione aveva precedentemente affermato che il vaccino sarà sottoposto a ulteriori studi se oltre il 15% dei destinatari soffrisse di effetti collaterali. Se quel numero sale al 30%, le prove cesseranno.

In una straordinaria  dimostrazione di fiducia nel vaccino, il mese scorso sono state somministrate dosi a più di 20 parenti di personalità di spicco del Ministero, nonché allo stesso ministro, Ibrokhim Abdurakhmonov.

L’Uzbekistan, tuttavia, sta diversificando le sue opzioni e spera di prendere in consegna grandi quantità di vaccino Sputnik V russo, che è già stato somministrato ad alcuni cittadini, nonostante alcune preoccupazioni persistenti che i test non siano stati eseguiti secondo gli standard desiderati.

Il 4 dicembre, il ministro del Commercio e dell’Industria russo Denis Manturov ha consegnato personalmente 100 dosi del vaccino ai rappresentanti del ministero della Salute uzbeko. Il mese scorso, il ministro della Salute Abdulhakim Hajibayev ha annunciato che l’Uzbekistan inizierà il suo coinvolgimento nelle sperimentazioni cliniche dello Sputnik V. A tal fine sono state richieste altre 500 dosi.

Tashkent ha ordinato 35 milioni di dosi di Sputnik V già da settembre e spera di ricevere 10 milioni di dosi entro la fine dell’anno. La Russia, tuttavia, ha avuto problemi ad aumentare la produzione e la consegna potrebbe subire dei ritardi.

 

Il piano dell’Uzbekistan è quello di arrivare a un punto in cui è capace di produrre un vaccino a livello locale. Il mese scorso, il presidente Shavkat Mirziyoyev ha firmato un decreto sullo sviluppo del settore della biotecnologia che prevedeva, tra le altre cose, la creazione di un cluster di produzione farmaceutica a Tashkent che sarebbe stato incaricato di produrre un vaccino contro il COVID-19. Il decreto volutamente non specifica quale particolare vaccino verrà prodotto in quella struttura, dato che Tashkent è ancora in fase di trattativa sia con i russi sia con i cinesi.

Botirjon Kurbanov, vice capo dell’Agenzia per il benessere sanitario ed epidemiologico ha previsto che entro giugno 2021 oltre il 60% della popolazione – pari a circa 20 milioni di persone – avrebbe ricevuto vaccinazioni, senza tuttavia specificare se si tratterà del vaccino russo, di quello cinese o di altri farmaci.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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