Arabia Saudita: approvato il bilancio per il 2021

Pubblicato il 16 dicembre 2020 alle 12:16 in Arabia Saudita Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Regno saudita ha annunciato il bilancio per il 2021, pari a 263.91 miliardi di dollari, ovvero il 7% in meno rispetto al budget previsto per il 2020. Tuttavia, anche Riad deve provare a colmare il deficit causato dalla pandemia di coronavirus e dal calo dei prezzi di petrolio.

Il bilancio per il 2021 è stato annunciato il 15 dicembre, dopo essere stato approvato dal governo saudita. Nello specifico, le entrate sono stimate a 849 miliardi di riyal, rispetto a una spesa che ammonta a 990 miliardi, il che significa che il deficit stimato per il 2021 ammonterà a 141 miliardi di riyal. Pertanto, il rapporto tra deficit e PIL nel bilancio 2021 raggiungerà il 4,9%, mentre il debito pubblico totale previsto nel 2021 sarà pari a 937 miliardi di riyal. Sebbene ci si aspetti una contrazione economica del 3,7% per il 2020, si prevede che il prossimo anno la percentuale diminuirà, raggiungendo, presumibilmente, il 3,2%.

In occasione della presentazione del bilancio, il monarca del Regno saudita, re Salman bin Abdulaziz al-Saud, ha evidenziato che anche Riad è stata colpita dagli effetti provocati dalla pandemia e dal calo dei prezzi di petrolio, in un anno, il 2020, che è risultato essere difficile per l’intera economia globale. Tuttavia, ha affermato il sovrano, grazie alla strategia adottata nel quadro della Vision 2030 e all’attuazione dei progetti di bilancio, si è riusciti ad attutire i danni per i cittadini e l’economia dell’Arabia Saudita, e vi è stato un costante impegno per salvaguardare i posti di lavoro degli impiegati sauditi. Allo stesso tempo, ha riferito re Salman, si continueranno a profondere sforzi per stimolare la crescita economica, sviluppare i servizi, sostenere il settore privato e preservare i posti di lavoro, attuare programmi e progetti di alloggi e progetti di sviluppo che offrano maggiori opportunità di lavoro.

Anche secondo il principe ereditario, Mohammed Bin Salman Bin Abdulaziz, l’economia del Regno continuerà a crescere, attraverso lo sviluppo del ruolo del settore privato, facilitando l’ambiente imprenditoriale, promuovendo programmi di privatizzazione, fornendo maggiori opportunità al settore privato di partecipare a progetti infrastrutturali, oltre che implementando i programmi della Vision 2030.

Circa le prestazioni di Riad nel 2020, i ricavi sono ammontati a 770 miliardi di riyal, mentre la spesa effettiva nel 2020 è stata pari a 1068 miliardi, il che fa sì che il deficit ammonti a 298 miliardi di riyal, pari al 12% del PIL. Il debito pubblico saudita ha toccato, invece, il 34% del PIL nel 2020. Inoltre, la spesa nel bilancio saudita 2020 è aumentata del 4,7% rispetto alle stime iniziali, mentre gli stanziamenti aggiuntivi sul bilancio approvato nel 2020 sono ammontati a 159 miliardi di riyal. Questi hanno riguardato soprattutto il fondo sanitario, con il fine di sostenere il settore a far fronte alla pandemia di coronavirus. Al contempo, sono stati raggiunti livelli record per i ricavi non petroliferi, pari a 358 miliardi di riyal, ovvero il 46,5% dei ricavi totali. Quelli derivanti da risorse petrolifere sono ammontati, invece, a 412 miliardi di riyal, in calo rispetto ai 513 previsti nel bilancio 2020.

Di fronte a tale quadro, il Ministero delle Finanze saudita ha chiarito che è difficile prevedere quando sarà possibile parlare di una totale ripresa. Tuttavia, il bilancio 2021 ha l’obiettivo di evidenziare la necessità di mettere in campo tutti i mezzi per affrontare la crisi, ripristinare il ritmo della crescita economica, rafforzare il sistema di sostegno, delle prestazioni sociali e dei servizi di base, e per adottare politiche più appropriate, in equilibrio tra crescita, stabilità economica e sostenibilità finanziaria nel medio e lungo termine, pur continuando nel tentativo di sviluppare entrate non petrolifere e di aumentare il livello di partecipazione del settore privato.

In tale quadro, gli ultimi dati forniti da fonti del governo saudita, il 30 settembre, hanno evidenziato anche un aumento del tasso di disoccupazione, salito, nel secondo trimestre del 2020, al 15,4%, una cifra che rappresenta un massimo storico per l’Arabia Saudita. Le ripercussioni della pandemia di coronavirus hanno colpito soprattutto il settore petrolifero, il quale riveste un ruolo rilevante per le casse saudite, le cui entrate dipendono per l’80% da tale settore. In particolare, nel Regno, tra i maggiori esportatori di greggio al mondo, è stata registrata una riduzione del 5,3% da aprile a giugno, a cui si accompagna una diminuzione dell’8,2% per il settore non petrolifero. 

Il danno è stato provocato anche dalla cosiddetta “guerra dei prezzi del petrolio”, che ha visto i prezzi di riferimento globale del greggio crollare sotto i 20 dollari al barile nel mese di aprile. In particolare, di fronte al forte calo dei prezzi di petrolio, fino al 6 marzo, il Regno saudita aveva accettato di ridurre la propria produzione di greggio con il fine di sostenere i prezzi, già diminuiti allora al 20%. Una proposta a cui la Russia si è opposta, indietreggiando, in tal modo, dall’accordo OPEC+, patto in cui Mosca rappresenta una dei principali produttori. Ciò ha scatenato quella che è stata definita “guerra dei prezzi”, placata successivamente, a partire dal meeting del 9 aprile tra i membri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e gli altri produttori OPEC+, durante il quale i Paesi partecipanti si sono detti disposti a ridurre la produzione petrolifera. In questo modo, il prezzo del greggio di riferimento globale è salito sopra i 40 dollari al barile, sebbene si tratti di cifre inferiori, del 40%, rispetto a quelle di inizio 2020.

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.