Pompeo accusa la Russia di “seminare il caos” nel Mediterraneo

Pubblicato il 15 dicembre 2020 alle 19:02 in Russia USA e Canada

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Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha accusato la Russia di continuare a “minacciare la stabilità del Mediterraneo” e di “seminare caos, conflitti e divisioni” nei Paesi della regione. In un commento sul tema, Pompeo ha risposto, martedì 15 dicembre, all’omologo russo, Sergei Lavrov, il quale aveva imputato agli Stati Uniti la colpa di “fare giochi politici” nella regione. “Lavrov, ancora una volta, sbaglia i fatti e tenta di riscrivere la storia”, ha dichiarato il Segretario di Stato USA, denunciando le azioni di Mosca in Libia, Grecia e Siria.

In Libia, ha sottolineato Pompeo, “gli Stati Uniti sostengono la formazione di un governo inclusivo che possa mettere in sicurezza il Paese e soddisfare i bisogni economici e umanitari del popolo libico”. “Stiamo lavorando con le Nazioni Unite per raggiungere questo obiettivo”, ha aggiunto. Nel frattempo, nello Stato nordafricano, l’ONU continua a esercitare pressioni sui rappresentanti libici per attuare le riforme economiche e politiche necessarie a risolvere la crisi.

Di recente, il Comando africano dell’esercito degli Stati Uniti (Africom) ha riferito che il cessate il fuoco stabilito dal governo di Tripoli e dall’Esercito Nazionale Libico (LNA), il 23 ottobre a Ginevra, in occasione del Comitato militare congiunto 5+5, è da considerarsi fragile e che, in realtà, è l’intera crisi libica ad essere complessa, vista l’ingerenza di attori stranieri. Africom ha evidenziato come rapporti ufficiali di un gruppo di esperti delle Nazioni Unite abbiano rivelato che Russia, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Qatar e Turchia hanno inviato armi alla Libia nel corso del conflitto, in violazione dell’embargo, oltre a forze militari e mercenari. Ciò, secondo gli Stati Uniti, avrebbe trasformato il Paese in una “arena di competizione per potenze internazionali”. In tale contesto, Mosca è schierata dalla parte dell’LNA, guidato dal generale Khalifa Haftar. In particolare, Washington si è sempre detta preoccupata per il coinvolgimento russo in Libia attraverso i mercenari della cosiddetta Compagnia Wagner, impiegati a sostegno dell’Esercito Nazionale Libico. 

In un commento su Twitter, il Segretario di Stato americano ha ribadito la posizione USA sulla Russia scrivendo, in risposta alle dichiarazioni di Lavrov: “Mosca mina la politica interna del Mediterraneo, sostiene il brutale dittatore della Siria e alimenta il conflitto libico con il suo alleato. Chi sta giocando qui?”. Pompeo ha poi proseguito: “La Russia continua a minacciare la stabilità del Mediterraneo utilizzando una varietà di tecniche per diffondere disinformazione, minare la sovranità nazionale e seminare caos, conflitti e divisioni all’interno dei Paesi della regione”.

Secondo quanto rilevato dal quotidiano al-Monitor, il presidente americano uscente, Donald Trump, non è mai stato davvero in grado di mantenere la promessa di migliorare le relazioni con Mosca, inciampando sulle accuse di interferenza russa nella sua vittoria elettorale del 2016 e sull’ostilità bipartisan dei politici americani contro il Cremlino. Il presidente Vladimir Putin ha aspettato più di un mese per congratularsi con il nuovo leader della Casa Bianca, Joe Biden, per la sua vittoria contro Trump nelle presidenziali del 3 novembre. “Da parte mia, sono pronto per la collaborazione e per avviare contatti con voi”, ha detto Putin a Biden in un telegramma di congratulazioni, inviato martedì 15 dicembre, secondo quanto reso noto da una dichiarazione del Cremlino.

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Chiara Gentili

di Redazione

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