Malesia: il Parlamento approva il bilancio, accordata la fiducia al governo

Pubblicato il 15 dicembre 2020 alle 10:43 in Asia Malesia

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La Camera dei Rappresentanti del Parlamento della Malesia ha approvato in terza lettura la legge di bilancio per il 2021 presentata dal primo ministro, Muhyiddin Yassin, con 111 voti in favore e 108 contrari, il 15 dicembre. Tale voto consentirà alla coalizione di governo guidata dal premier, la Perikatan Nasional (PN), di consolidare la propria posizione e pianificare con calma le prossime elezioni generali.

Il bilancio 2021 , il primo ad essere stato proposto dall’esecutivo attualmente in carica, ha un valore totale 322,5 miliardi di dollari ed è stato il più alto mai approvato nel Paese. Il documento sarà ora passato al Senato per essere ratificato ed entrare in vigore.

L’approvazione del bilancio ha rappresentato una mozione di fiducia nei confronti del primo ministro, in quanto, basandosi sul sistema Westminster, se la proposta di bilancio fosse stata bocciata anche la tenuta del governo di Muhyiddin sarebbe stata messa in discussione. L’approvazione del bilancio 2021 ha quindi rappresentato la prova definitiva dell’esistenza di una maggioranza interna al governo a favore di Muhyiddin, smentendo definitivamente le dichiarazioni del leader dell’opposizione, Anwar Ibrahim, a capo dell’alleanza Pakatan Harapan.

Quest’ultimo,  lo scorso 23 settembre, aveva affermato di essere appoggiato da una solida maggioranza, formata da circa 120 legislatori, compresi alcuni che farebbero parte dell’esecutivo, che gli avrebbe consentito di formare un nuovo governo, scalzando quello di Muhyiddin. Il successivo 13 ottobre, Anwar era stato ricevuto dal sovrano malese, il sultano Abdullah Sultan Ahmad Shah, per provare l’esistenza della maggioranza a suo sostegno e per chiedergli di sciogliere l’attuale governo in carica. Tuttavia, tale tentativo era fallito e il sovrano non aveva sostenuto Anwar.

Secondo più analisti, citati da South China Morning Post, l’esito favorevole del voto del 15 dicembre avrebbe posto fine alle manovre contro la leadership di Muhyiddin ma, un voto contrario avrebbe potuto costringere il sovrano a nominare un nuovo premier che avesse il sostegno della maggioranza dei parlamentari. Muhyiddin aveva presentato il progetto di bilancio per la prima volta lo scorso 6 novembre, quando la coalizione PN aveva raggruppato 113 legislatori favorevoli al bilancio, appena uno in più rispetto alla soglia dei 112 per raggiungere una maggioranza semplice, essendo il Parlamento malese composto di 222 sedute. All’interno della coalizione di governo il programma di spesa aveva attirato più critiche, soprattutto dal partito Barisan Nasional, che occupa la maggioranza della PN.

L’attuale governo di Muhyiddin ha assunto la leadership della Malesia dopo che, lo scorso 24 febbraio, era caduto l’esecutivo guidato dall’alleanza Pakatan Harapan, con a capo l’ex-premier, Mahathir Mohamad, quando molti dei suoi membri si erano uniti ad altri partiti dell’opposizione portando l’ex-primo ministro alle dimissioni. Quest’ultimo, a sua volta, era al potere dalle elezioni dell’8 maggio 2018, che aveva vinto contro la coalizione del Barisan Nasional, dominata da UMNO, che aveva governato la Malesia per 6 decenni.

Secondo gli avversari di Muhyiddin, il suo governo sarebbe il frutto di un “furto di potere”, in quanto sarebbe stato istituito grazie ad uno spostamento di alleanze avvenuto a seguito delle dimissioni del suo predecessore e non attraverso il processo elettorale. Al contempo, i suoi sostenitori hanno chiesto ripetutamente al premier malese di indire una votazione nazionale che gli consenta di assicurarsi una maggioranza e un mandato solidi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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