Kuwait: approvato il governo, al via la nuova legislatura

Pubblicato il 15 dicembre 2020 alle 12:08 in Kuwait Medio Oriente

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L’emiro del Kuwait, lo sceicco Nawaf al-Ahmad al-Sabah, ha approvato, il 14 dicembre, la nuova squadra governativa, che vede altresì nuovi ministri del Petrolio e delle Finanze, i quali dovranno far fronte alle crescenti problematiche economiche del Paese. Martedì 15 dicembre, inoltre, è stata inaugurata la prima sessione della nuova legislatura.

La mossa giunge dopo le elezioni del 5 dicembre, volte a rinnovare l’Assemblea nazionale, l’organo parlamentare monocamerale del Paese del Golfo. Nel corso delle ultime elezioni, le prime per l’emiro in carica, i partiti di opposizione hanno guadagnato 16 seggi in più rispetto al passato, mentre quasi due terzi dei deputati precedenti hanno perso il proprio posto. Inoltre, sebbene il primo ministro kuwaitiano, Sheikh Sabah al-Khaled al-Hamad al-Sabah, avesse annunciato, in un primo momento, che si sarebbe dimesso dall’incarico, così come previsto dalle norme costituzionali, l’8 dicembre è stato nuovamente incaricato dall’emiro al-Nawaf di assegnare i portafogli ministeriali del nuovo gabinetto.

Il nuovo governo, composto da 15 Ministeri, è il 37esimo dall’indipendenza del Kuwait, avvenuta nel 1962. Tra i 10 ministri neoeletti vi sono Khalifa Hamade, un ex sottosegretario del Ministero delle Finanze, nominato a capo del medesimo Ministero, e Mohammad Abdulatif al-Fares, membro del consiglio amministrativo della Kuwait Petroleum Corporation, e ora ministro del Petrolio, dell’Elettricità e delle Risorse idriche. Tra le precedenti personalità rielette vi è, invece, Ahmad Nasser al-Sabah, ministro degli Esteri. Non da ultimo, il ministro dell’Interno è stato affidato a un mebro della famiglia al-Sabah, nonostante, nel precedente governo, vi fosse un esponente esterno alla famiglia reale.

Al momento dell’apertura della sessione parlamentare, l’emiro Nawaf ha messo in evidenza come, di fronte alle circostanze difficili a cui assiste il Kuwait, sia necessaria una reale collaborazione tra i membri del governo e dell’Assemblea nazionale. L’obiettivo, è stato specificato, è delineare un programma di riforme volto a garantire uno sviluppo sostenibile e ad alleggerire il peso posto sulle spalle del popolo kuwaitiano.

Alcuni considerano la nuova squadra governativa “tecnocratica”. A tal proposito, un attivista politico, Daham Al-Qahtani, ha affermato che i ministri sembrano avere alle spalle una carriera fatta di esperienza più che di politica e ha evidenziato come siano diversi i volti “giovani”. Al momento, ha affermato l’attivista, l’esecutivo sembra non aver incontrato l’opposizione del Parlamento, soprattutto perché sono stati escluse quelle figure che avevano generato controversie, al fine di spegnere i focolai di tensione accesi nei mesi precedenti alle elezioni. Tuttavia, non sono da escludersi nuovi scontri.

Il Kuwait si è più volte posto come un mediatore in alcune questioni regionali, tra cui la cosiddetta crisi del Golfo scoppiata il 5 giugno 2017. Al contempo, come evidenziato dall’emiro, il Paese del Golfo è stato segnato, nel corso del 2020, sia dalla pandemia di Covid-19 sia dalla morte del precedente emiro, Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, avvenuta il 30 settembre. A segnare un quadro già fragile, poi, vi sono stati i dissidi tra governo e Assemblea nazionale, i quali hanno più volte minacciato di mettere fine alla loro collaborazione, essenziale per la stabilità del Paese. Alla base delle tensioni vi sono state accuse di corruzione e scandali che hanno riguardato membri della famiglia al potere. Questi non solo hanno destato preoccupazione, ma hanno anche danneggiato la reputazione del Paese a livello internazionale e alimentato richieste di riforme radicali.

Parallelamente, per il 2020, si prevede che l’economia del Kuwait, che ha un valore di circa 140 miliardi di dollari, subisca perdite per 46 miliardi di dollari. Motivo per cui una delle priorità per il nuovo governo sarà aumentare le casse statali gravemente colpite dalla crisi del coronavirus e dal calo dei prezzi del petrolio, anche cercando di porre fine allo stallo legislativo su un disegno di legge che consentirebbe al Kuwait di attingere ai mercati del debito internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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