Naufragio a largo di Trinidad: morti 19 migranti venezuelani

Pubblicato il 14 dicembre 2020 alle 10:59 in America centrale e Caraibi Immigrazione Venezuela

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Funzionari della Guardia Costiera del Venezuela hanno trovato in mare i cadaveri di almeno 19 migranti, tra cui due bambini, annegati mentre cercavano di fuggire in barca dal Paese sudamericano verso Trinidad e Tobago.

“La guardia costiera ha trovato 19 adulti e bambini annegati, a 6,3 miglia nautiche dalla costa di Güiria. Nuovo relitto fatale di una barca scomparsa 3 giorni fa. Sono morti in cerca di libertà e di un futuro migliore per le loro famiglie, fuggendo dal Venezuela in modo insicuro”, ha scritto su Twitter l’avvocato Rocío San Miguel, difensore dei diritti umani.

Padre Jesús Villarroel, parroco della città di Carúpano, nello stato di Sucre, (Venezuela orientale) ha riferito che finora sono stati trovati 19 corpi in alto mare come pubblicato dal medium digitale El Pitazo. Il sacerdote ha espresso profondo rammarico per l’accaduto ed ha accompagnato i parenti nel loro dolore.

I corpi sono stati trovati galleggianti nel mare a 6,3 miglia nautiche dalla costa di Güiria, nello stato di Sucre, il luogo da cui è partito per Trinidad e Tobago. Il numero dei migranti partiti dal Venezuela è sconosciuto, per cui le autorità temono che altri cadaveri possano affiorare dal mare nelle prossime ore.

Il commissario dell’Organizzazione degli Stati americani (OAS) per la crisi dei migranti e rifugiati venezuelani, David Smolansky, ha sottolineato che i parenti di queste persone hanno affermato che i loro familiari sono partiti domenica 6 dicembre, da una spiaggia isolata di Güiria diretti a Trinidad e Tobago.

“L’imbarcazione sarebbe naufragata non appena partita. Sono stati trovati cadaveri galleggianti in mare, molto vicino alla costa venezuelana”, ha scritto il politico venezuelano sui social network. Ha aggiunto che tra i defunti ci sono donne e bambini. “Sono fuggiti dal regime e Trinidad viola il principio di non respingimento. Le immagini sono state consegnate al nostro ufficio. Non li condividerò per rispetto della famiglia. Pura crudeltà.”, ha aggiunto Smolansky, che è esponente dell’opposizione anti-chavista.

L’incidente si verifica tre settimane dopo che un gruppo di migranti venezuelani, tra cui 16 bambini, è stato espulso da Trinidad e Tobago, ha trascorso 48 ore in mare e poi è tornato in Venezuela su ordine del tribunale. Nell’occasione, le autorità del Paese caraibico hanno ribadito che i confini erano stati chiusi a causa della pandemia di coronavirus e che qualsiasi immigrato illegale sarebbe stato considerato persona non grata.

Il 9 dicembre scorso, la Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) ha concesso misure precauzionali a sei bambini venezuelani coinvolti nel caso.

Il governo di Nicolás Maduro non ha parlato direttamente degli eventi.

Il 26 novembre, il ministro degli esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, ha detto che avrebbero convocato le autorità di Trinidad e Tobago a “una riunione necessaria” per esaminare questioni che includevano la mobilità umana. Inoltre, come indicato da Arreaza, i rappresentanti di Caracas e Port of Spain discuteranno di sicurezza, lotta alla criminalità e traffico di droga.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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