Marocco: in arrivo dagli USA droni e munizioni da un miliardo di dollari

Pubblicato il 14 dicembre 2020 alle 15:10 in Marocco USA e Canada

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L’amministrazione statunitense di Donald Trump sta proseguendo con la vendita di droni e armi guidate ad alta precisione al Regno del Marocco, nel quadro di un accordo dal valore di circa un miliardo di dollari.

In particolare, secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, sulla base di fonti statunitensi consultate da Reuters, l’accordo verrà discusso dal Congresso nei prossimi giorni. Tuttavia, è stato specificato dalle fonti, mentre da un lato il Dipartimento di Stato ha già approvato la vendita dei droni, non è chiaro se i funzionari statunitensi abbiano già dato o meno il via libera per la vendita di droni con annessi armamenti.

L’accordo prevede l’acquisto, da parte del Regno del Marocco, di quattro droni MQ-9B SeaGuardian, prodotti dalla compagnia privata General Atomics, oltre a munizioni guidate ad alta precisione Hellfire, Paveway e JDAM, fabbricate da Lockheed Martin, Raytheon e Boeing. I droni MQ-9B hanno un raggio pari a circa 11.100 km e sono in grado di monitorare ampie aree sia desertiche sia marittime, oltre ad essere progettati per operare all’interno dello spazio aereo civile. A ragione di ciò, tali armamenti possono essere impiegati in operazioni di sorveglianza marittima e litorale, di ricerca e salvataggio, di assistenza umanitaria e soccorso in caso di calamità, di sorveglianza delle frontiere, oltre che per prevenire attacchi in superficie e sottomarini. Si pensa che Rabat abbia voluto acquistare i suddetti droni anche per rafforzare le proprie capacità nella lotta alla migrazione irregolare, vista la crisi che sta interessando le Isole Canarie spagnole, al largo della costa meridionale del Marocco.

Come specificato da Reuters, l’accordo con il Regno marocchino potrebbe rappresentare tra le prime vendite di droni dopo la rivisitazione, da parte dell’amministrazione Trump, del Missile Technology Control Regime (MTCR), un accordo internazionale sul controllo degli armamenti. A seguito della reinterpretazione, i senatori statunitensi hanno introdotto una legislazione che bloccherebbe l’esportazione, il trasferimento o il commercio di molti droni di tipo avanzato verso Paesi che non sono stretti alleati degli Stati Uniti. Le vendite sarebbero, invece, consentite ai membri della NATO, Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Giappone e Israele.

Tuttavia, l’accordo tra Washington e Rabat è da inserirsi in una cornice più ampia e, in particolare, in una road map statunitense volta a rafforzare le capacità militari del Paese Nord-africano, presentata il 2 ottobre scorso, nel corso di una visita del segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, in Marocco, durante la quale ha incontrato il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita. Il piano concordato ha una durata decennale, ovvero dal 2020 al 2030 e consentirà a Rabat e Washington di migliorare i legami di cooperazione e la “interoperabilità” tra i due partner in ambito militare e in materia di difesa. Da parte sua, il Regno del Marocco spera non solo di rafforzare i legami di collaborazione con il partner oltreoceano, ma altresì di favorire il trasferimento di tecnologia e una graduale indipendenza strategica in ambito militare e della difesa.

Gli analisti ritengono che le minacce alla sicurezza nazionale del Marocco, dovute alle condizioni instabili nella regione del Nord Africa, nella regione del Sahel e nel Sahara meridionale, abbiano spinto il Regno marocchino ad adottare una strategia di difesa basata sull’acquisizione di armi avanzate e sulla diversificazione delle fonti, con il fine ultimo di preservare una sorta di indipendenza. Dal canto loro, gli Stati Uniti considerano il Marocco una componente essenziale della propria strategia militare, in quanto principale porta d’accesso all’Africa. A tal proposito, secondo un rapporto del 2018, pubblicato dall’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI), gli USA rappresentano il principale fornitore militare del Marocco, con il 52% delle importazioni. Nel periodo 2014-2018, il Paese Nordafricano ha ricevuto il 62% delle proprie armi da Washington.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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