Brexit: senza un accordo, Londra è pronta a schierare la Royal Navy

Pubblicato il 12 dicembre 2020 alle 19:30 in Europa UK

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Il Ministero della Difesa di Londra ha affermato, il 12 dicembre, che quattro navi di pattuglia della Marina del Regno Unito, la Royal Navy, saranno schierate a difesa della zona di pesca del Paese dal primo gennaio prossimo, se il periodo di transizione per l’uscita inglese dall’Unione Europea (UE), che terminerà il 31 dicembre prossimo, dovesse concludersi senza un accordo commerciale tra Londra e Bruxelles.

Il portavoce del Ministero della Difesa inglese ha dichiarato che il Paese ha delineato un programma approfondito per assicurarsi che la Difesa sia pronta ad una serie di scenari diversi alla fine del periodo di transizione. Le quattro imbarcazioni della Marina inglese, lunghe 80 metri, potranno fermare, controllare e sequestrare tutti quei pescherecci dell’UE che saranno trovati nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) del Regno Unito, che può arrivare fino a 320 km dalle coste del Paese. Secondo quanto riferito dal The Guardian, citato da Reuters, due imbarcazioni saranno impiegate in mare mentre le altre due saranno in tenute allerta se dovessero verificarsi incursioni di navi UE nella ZEE di Londra.

L’annuncio è stato criticato dal presidente della Commissione ristretta del Parlamento di Londra per la Difesa e membro del Partito conservatore, Tobias Ellwood, il quale ha sottolineato che il Regno Unito si trova di fronte al prospetto che le imbarcazioni della Royal Navy si contrappongano ad un alleato della NATO per la questione dei diritti di pesca. Ellwood ha aggiunto “sicuramente questo piacerà ai nostri avversari”.

Tra i timori per una possibile uscita di Londra dall’UE senza un accordo tra le parti, vi sarebbe la questione di possibili tensioni legate al settore ittico, in quanto i diritti di pesca delle imbarcazioni dell’UE in acque inglesi scadranno il prossimo 31 dicembre, all’uscita definitiva del Regno Unito dal blocco europeo, quando il Paese abbandonerà definitivamente il mercato unico dell’UE e la sua unione doganale.

Come dichiarato dal primo ministro inglese, Boris Johnson, e dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in una dichiarazione congiunta del 5 dicembre, tra Bruxelles e Londra permangono significative differenze in merito a tre questioni decisive: la parità di condizioni, la governance e la pesca. Rispetto a quest’ultima, durante i negoziati che si erano conclusi il 4 dicembre, Londra aveva richiesto un aumento significativo della quota di pesce pescato nelle acque britanniche che le spetterebbe nello scenario post-Brexit e negoziati da tenere a cadenza annuale sulle possibilità di pesca per i pescherecci da traino dell’UE. Bruxelles, da parte sua, aveva invece chiesto un accordo a lungo termine, un periodo di transizione di 10 anni e la possibilità di accordare a Londra il 18% dei pesci pescati.

All’11 dicembre, Johnson e Von del Leyen, dopo più round di negoziati inconcludenti, per i quali il premier inglese si era recato a Bruxelles lo scorso 10 dicembre, hanno dichiarato che raggiungere un accordo commerciale tra le parti sembrerebbe improbabile. Se tale scenario si dovesse delineare, le relazioni commerciali tra Regno Unito e UE saranno regolate da quanto previsto dall’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO).

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione