Normalizzazione Marocco-Israele: un “peccato politico”

Pubblicato il 11 dicembre 2020 alle 11:38 in Marocco Palestina

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Dopo l’annuncio dell’accordo di normalizzazione tra Israele e Marocco, il sovrano marocchino, il re Mohammed VI, ha ribadito il proprio impegno a favorire una risoluzione del conflitto israelo-palestinese. Nel frattempo, Egitto, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno accolto con favore la mossa di Rabat, mentre dalla Palestina sono giunte voci di condanna.

L’annuncio dell’intesa è giunto il 10 dicembre da un funzionario statunitense. In particolare, Israele e Marocco hanno concordato di normalizzare le relazioni stipulando un accordo mediato dagli Stati Uniti. Come parte dell’intesa, il presidente statunitense uscente, Donald Trump, ha accettato di riconoscere la sovranità di Rabat sul Sahara occidentale, una regione al centro di una disputa territoriale pluridecennale tra il governo marocchino e il Fronte Polisario, un movimento separatista, sostenuto dall’Algeria, che cerca di stabilire sul territorio uno Stato autonomo. Con l’accordo del 10 dicembre, il Marocco diventa il quarto Paese arabo ad aver normalizzato, negli ultimi mesi, i rapporti con Tel Aviv, dopo Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan.

A seguito dell’annuncio del 10 dicembre, il re Mohammed VI, nel corso di una conversazione telefonica con il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, ha affermato che, nonostante la recente intesa, il Marocco continuerà a sostenere il popolo palestinese e la sua causa. A tal proposito, Rabat si è detta a sostegno di una soluzione a due Stati, che possa essere raggiunta attraverso negoziati tra le parti palestinese e israeliana, ritenuti l’unica via perseguibile per giungere a una soluzione globale, permanente e definitiva del conflitto. Parallelamente, il monarca marocchino ha affermato che il proprio Paese pone la questione palestinese al medesimo livello di quella del Sahara occidentale, ma non agirà mai a danno della popolazione palestinese e dei suoi diritti legittimi. Al contrario, Rabat si è detta impegnata a sostenere, in modo costruttivo, la pace nella regione mediorientale, facendo leva sulle misure e i contatti stabiliti con il presidente degli USA.

Ciò, però, non inficerà sul ruolo del Regno marocchino, che, a detta di Mohammed VI, continuerà a sostenere i diritti legittimi del popolo palestinese e ad impegnarsi per favorire una pace giusta e duratura. Infine, in qualità di presidente del Comitato di Gerusalemme, affiliato all’Organizzazione per la cooperazione islamica, il re Mohammed VI ha evidenziato la necessità di preservare lo status speciale della città di Gerusalemme, di rispettare la libertà di praticare riti religiosi per i fedeli di tutte e tre le religioni monoteiste e preservare il carattere islamico della Città Santa e la santità della Moschea di Al-Aqsa.

Nonostante le dichiarazioni del sovrano marocchino, i movimenti palestinesi di Hamas e per il Jihad Islamico, nella sera del 10 dicembre, hanno condannato l’accordo di normalizzazione tra Marocco e Israele, affermando che si tratta, ancora una volta,di un “servizio gratuito” a beneficio di Israele. Parallelamente, un portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha definito l’annuncio della normalizzazione delle relazioni un “peccato politico”, e che la potenza occupante, Israele, sta sfruttando tutti i recenti accordi per aumentare la ferocia della propria politica aggressiva a danno del popolo palestinese, così da espandere ulteriormente la propria presenza all’interno dei territori palestinesi. La normalizzazione, a detta del movimento, contribuisce a negare i diritti del popolo palestinese e non va a beneficio della sua giusta causa.

Parallelamente, per il Movimento del Jihad Islamico, il Marocco ha tradito i principi alla base dell’Islam e ha abbandonato Gerusalemme e la Palestina. Tuttavia, il Movimento è consapevole che il popolo marocchino continuerà ad opporsi a Israele e il Paese africano non sarà “focolaio per i sionisti”, in quanto sarà la popolazione stessa a rifiutare l’accordo di normalizzazione e le politiche simili che seguiranno.

Nel frattempo, in Egitto, dal 10 dicembre stesso, si è diffuso l’hashtag “Normalizzazione_tradimento”, sebbene il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, sia stato il primo a mostrare il proprio apprezzamento per la mossa di Rabat. Una posizione simile è giunta dal Bahrein, un Paese che ha anch’egli normalizzato le proprie relazioni con Israele, il 15 settembre scorso. Secondo il sovrano bahreinita, il re Hamad bin Isa al-Khalifa, il nuovo accordo di normalizzazione contribuirà ulteriormente a creare le condizioni giuste per portare pace e stabilità a livello regionale. A tal proposito, sono stati elogiati gli sforzi profusi dal presidente Trump nel favorire l’intesa e nel riconoscere la sovranità marocchina sul Sahara occidentale. Infine, anche gli UAE hanno rilasciato dichiarazioni simili, evidenziando l’importanza dell’accordo nel favorire stabilità e prosperità nella regione. Il Ministero degli Affari Esteri emiratino si è detto speranzoso circa la ripresa dei contatti ufficiali e delle relazioni diplomatiche tra Marocco e Israele, le quali si prevede avranno un impatto positivo sul clima di cooperazione regionale e internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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