L’UE cerca il sostegno degli Stati Uniti contro la Turchia

Pubblicato il 11 dicembre 2020 alle 17:34 in Europa Turchia USA e Canada

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I leader dell’UE, che si sono riuniti a Bruxelles per un vertice in cui stanno discutendo di eventuali sanzioni contro la Turchia, hanno in programma di affrontare la questione delle esportazioni di armi verso Ankara con gli alleati della NATO e con Washington. Lo ha reso noto, venerdì 11 dicembre, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, dopo che la Grecia continua ad insistere per imporre un embargo sulle armi contro il governo turco in risposta alle sue “attività provocatorie” nel Mediterraneo orientale.

La Merkel ha parlato dopo un vertice in cui i 27 leader dell’Unione hanno concordato di preparare una lista limitata di sanzioni contro la Turchia per via della controversia energetica con Grecia e Cipro. L’organo, tuttavia, ha rinviato a marzo le discussioni su eventuali mosse più complesse. “Abbiamo parlato di come le questioni sulle esportazioni di armi debbano essere discusse all’interno della NATO. Abbiamo detto che vogliamo coordinarci con la nuova amministrazione americana sulla Turchia”, ha dichiarato la Merkel in conferenza stampa.

Molti Stati dell’UE sono anche membri della NATO. I commenti della Merkel hanno sottolineato una presa di posizione crescente dei Paesi del blocco nei confronti della Turchia , inclusi molti di quelli che in passato si erano opposti all’introduzione di misure punitive contro Ankara. Quest’ultima fa parte dell’Alleanza Atlantica ed è uno degli Stati candidati all’adesione all’Unione Europea, nonostante le sue procedure di ingresso siano attualmente bloccate. Ciononostante, l’UE è diventata sempre più critica per quanto riguarda il coinvolgimento turco in Libia, l’acquisto del sistema missilistico russo S-400 e altre questioni critiche.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, giovedì 10 dicembre, gli Stati Uniti si sono già detti pronti a imporre sanzioni alla Turchia per l’acquisto di armi russe. Venerdì, il Ministero degli Esteri turco ha condannato quello che ha definito un approccio “parziale e illegale” del vertice europeo sulla questione delle sanzioni. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha invitato i governi degli Stati Uniti e dell’UE a “smettere di essere influenzati dalle lobby anti-turche” ma, con un tono comunque conciliante, ha affermato che tutti i problemi potranno ancora essere risolti attraverso il dialogo.

Le tensioni sono divampate in seguito alla decisione della Turchia di inviare navi per la ricerca di gas e petrolio nelle acque al largo di Cipro meridionale, dove le autorità greco-cipriote hanno assegnato i diritti di esplorazione di idrocarburi a società italiane e francesi. La Turchia sostiene di operare all’interno della propria piattaforma continentale o di aree in cui i turco-ciprioti possiedono i diritti di sfruttamento. Ankara ha poi ripetutamente accusato la Grecia di volersi sottrarre ai colloqui bilaterali sulla questione delle rispettive rivendicazioni marittime e ha accusato l’Unione Europea di essere prevenuta nei confronti della Turchia. Atene, dal canto suo, afferma che non avvierà il dialogo con la controparte finché non saranno soddisfatte alcune condizioni, come il ritiro di tutte le navi turche dalle aree ritenute sotto la giurisdizione di Grecia e Cipro.

L’UE ha esportato in Turchia, nel 2018, circa 45 milioni di euro di armi e munizioni, compresi i missili, secondo l’Eurostat, ma le vendite di aeromobili sono ammontate a diversi miliardi di euro. USA, Italia e Spagna sono stati i principali esportatori di armi in Turchia, dal 2015 al 2019, in base ai dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), un think tank che si occupa di conflitti e armamenti. I governi dell’UE hanno deciso, nell’ottobre 2019, di limitare le vendite di armi alla Turchia, ma si sono fermati prima di un imporre un blocco effettivo, come invece è stato fatto per Stati come la Russia, la Bielorussia, la Siria e il Venezuela. L’Unione Europea e la NATO stanno pianificando di tenere un vertice con il neo presidente eletto degli Stati Uniti. Joe Biden, dopo che entrerà in carica, a gennaio 2021.

Erdogan, dal canto suo, ha dichiarato, venerdì, che le sanzioni statunitensi sull’acquisto turco di missili S-400 russi sarebbero “irrispettose” per un alleato della NATO. La notizia delle possibili sanzioni americane contro l’industria della difesa turca è arrivata in concomitanza con il vertice UE sulle sanzioni contro i funzionari turchi coinvolti nell’esplorazione di gas nelle acque contese del Mediterraneo orientale. Entrambi gli sviluppi stanno causando ansia tra gli investitori. La mossa degli Stati Uniti, che potrebbe avere una portata potenzialmente più ampia, avrebbe al contempo un impatto più immediato.

La lira è crollata di quasi il 2% dopo che sono iniziate a trapelare informazioni su un imminente annuncio di sanzioni USA. La valuta è poi rimbalzata quando gli investitori hanno soppesato l’impatto. La moneta turca, che quest’anno ha toccato una serie di minimi record ed è tra le peggiori in termini di performance nei mercati emergenti, si è indebolita di oltre l’8% contro il dollaro per la prima volta in due settimane, il mese scorso. Un deprezzamento complessivo della lira di circa il 25% ha peggiorato le ricadute economiche della pandemia di coronavirus quest’anno.

Gli Stati Uniti dovranno selezionare le sanzioni da un elenco di 12 opzioni previste dal Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA), che vanno da impatto lieve a impatto più marcato. Anche sanzioni statunitensi lievi, tuttavia, avvertono gli esperti, potrebbero sconvolgere ulteriormente le relazioni USA-Turchia che “sono in profonda crisi da un bel po’ di tempo su una serie di questioni”, secondo le parole di Galip Dalay, membro della Robert Bosch. “Sul piano interno potrebbe aumentare l’anti-americanismo ed è improbabile che la politica turca cambi”, ha aggiunto. Erdogan, dal canto suo, ha detto di non aver avuto problemi durante i quattro anni di mandato di Trump e che conosce bene Biden, il futuro presidente americano.

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Chiara Gentili

di Redazione

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