Rouhani: l’Iran pronto a rispettare l’accordo sul nucleare

Pubblicato il 10 dicembre 2020 alle 8:34 in Iran Medio Oriente

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Il presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, ha affermato che il proprio Paese è pronto ad adempiere agli impegni presi nel quadro dell’accordo sul nucleare, non appena anche le altre potenze firmatarie lo rispetteranno.

Le dichiarazioni del capo di stato iraniano sono giunte il 9 dicembre, nel corso di un incontro governativo trasmesso dalla tv di Stato. Il riferimento va al Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), firmato a Vienna durante l’amministrazione di Barack Obama, il 14 luglio 2015, da parte di Iran, Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Unione Europea. Questo prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica presso gli impianti iraniani.

Tale accordo è stato più volte compromesso da quando gli Stati Uniti, nel corso dell’amministrazione del presidente Donald Trump, ha annunciato il proprio ritiro unilaterale, l’8 maggio 2018. Tale mossa, oltre a comportare l’imposizione di nuove sanzioni contro l’Iran, con conseguenze negative per il sistema economico iraniano, ha spinto Teheran a venire sempre meno agli impegni presi con i restanti Paesi firmatari. Tra gli obblighi non rispettati dall’Iran nel corso degli ultimi 18 mesi, vi è il superamento del limite stabilito per l’arricchimento dell’uranio.

Tuttavia, il presidente Rouhani, il 9 dicembre, ha riferito che non appena “i 5 + 1 o i 4 + 1” rispetteranno tutti i loro impegni, l’Iran farà altrettanto, riferendosi ai cinque membri permanenti con diritto di veto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite più la Germania, tra i firmatari dell’accordo del 2015. “È solo una questione di volontà” ha aggiunto il capo di Stato iraniano, ribadendo ai propri interlocutori del governo che egli è pronto a cogliere qualsiasi opportunità verrà presentata non appena il presidente USA neoeletto, Joe Biden, giungerà ufficialmente alla Casa Bianca a gennaio 2021. Tuttavia, secondo Rouhani, non vi è bisogno di ulteriore tempo né di nuove negoziazioni per ritornare a far parte dell’accordo. Ciò di cui si necessita è “solo la firma” su di “un pezzo di carta” da parte di Biden.

Le affermazioni di Rouhani giungono dopo che l’Iran ha recentemente annunciato la sua intenzione di installare tre nuovi sistemi di centrifughe nel principale sito di arricchimento dell’uranio del Paese, a Natanz. Francia, Germania e Gran Bretagna hanno considerato l’annuncio “molto preoccupante”. Parallelamente, il Consiglio della Shura ha approvato un disegno di legge che, tra le diverse nuove clausole, prevede che l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica produca e immagazzini ogni anno almeno 120 chilogrammi di uranio arricchito, con un livello di purezza del 20%, presso l’impianto nucleare di Fordow, oltre a soddisfare le richieste industriali pacifiche del Paese con uranio arricchito oltre il 20%. Ciò minerebbe l’intero dossier sul nucleare e il relativo accordo. Tuttavia, per entrare ufficialmente in vigore, la legge necessita dell’approvazione di Rouhani, il quale ha lasciato intendere che non è disposto a firmare il testo legislativo.

Di recente, anche il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha mostrato segnali di apertura verso il presidente USA neoeletto, Biden, dopo che quest’ultimo ha riferito di essere disposto ad aderire nuovamente al JCPOA, a condizione che anche l’Iran ritorni ad adempiere ai propri impegni. Condizione per Teheran è, invece, l’annullamento delle sanzioni imposte negli ultimi anni. “Se il signor Biden è disposto a rispettare gli impegni degli Stati Uniti, anche noi possiamo immediatamente tornare ai nostri impegni nell’accordo … e le negoziazioni sono possibili nel quadro del P5 + 1″, ha affermato Zarif, aggiungendo: “Siamo pronti a discutere di come gli Stati Uniti possano rientrare nell’accordo. La situazione migliorerà nei prossimi mesi. Biden può revocare tutte le sanzioni con tre ordini esecutivi”.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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