Marina russa conferma esercitazioni congiunte con Paesi NATO

Pubblicato il 10 dicembre 2020 alle 8:52 in NATO Russia

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La Marina russa ha confermato la sua partecipazione all’esercitazione multinazionale AMAN-2021 al largo delle coste del Pakistan, la prima in dieci anni in cui le navi della Federazione coincideranno con quelle di alcuni Paesi membri della NATO.

“Per la prima volta in dieci anni, le navi delle forze navali russe condurranno esercitazioni congiunte con i paesi della NATO”, ha reso noto il servizio stampa della flotta russa del Mar Nero.

Le manovre AMAN-2021 si svolgeranno il prossimo febbraio al largo delle coste del Pakistan, nella regione marina di Karachi.

“All’esercitazione, oltre alle navi della Marina pakistana e della Marina russa, prenderanno parte la Marina degli Stati Uniti d’America, la Marina reale della Gran Bretagna, la Marina della Repubblica popolare cinese, la Forza di autodifesa marittima giapponese, la Marina turca, la Marina filippina, la Marina reale malese, Marina dello Sri Lanka e Marina indonesiana”, si legge nel comunicato. I Paesi NATO coinvolti sono dunque Stati Uniti, Regno Unito e Turchia.

La Russia, spiega ancora il comunicato della flotta del Mar Nero, sarà rappresentata da una fregata, una nave pattuglia, un rimorchiatore di salvataggio, un’unità del corpo della marina militare, una squadra di sminamento e un elicottero per le operazioni in mare aperto.

L’ultima volta che le navi della Marina russa avevano preso parte ad esercitazioni insieme alle navi dell’Alleanza del Nord Atlantico era stato nel 2011 al largo delle coste della Spagna come parte dell’esercitazione Bold Monarch.

La notizia è stata comunicata una settimana dopo la pubblicazione di un rapporto della NATO che evidenzia come Mosca sia “una potenza in declino”, ma “ancora pericolosa” per l’Alleanza.

Sebbene la Russia sia in declino economicamente e socialmente, è probabile che rimanga la principale minaccia militare alla NATO fino al 2030, secondo il rapporto strategico della NATO per il prossimo decennio. Le raccomandazioni sono state preparate da un gruppo di esperti presieduto dall’ex ministro degli Interni e della Difesa tedesco Thomas de Maizière e dall’ex sottosegretario di Stato americano per gli affari europei ed eurasiatici Wess Mitchell.

Il rapporto descrive in dettaglio i motivi per cui la NATO non è riuscita a costruire un partenariato costruttivo con la Russia dalla fine della Guerra Fredda. Le autorità russe “cercano l’egemonia sui loro ex possedimenti sovietici”, continuano “l’aggressione in Ucraina e Georgia”, mentre “intensificano il comportamento aggressivo nell’estremo nord e nell’Atlantico settentrionale con l’accumulo di forze aeree e navali dentro e intorno ai principali hub navali nel Mar di Barents, nel Mar Nero e nel Mediterraneo”, sottolineano gli autori del rapporto.

Si fa menzione anche di “omicidi e avvelenamenti con l’uso di armi chimiche” sanzionati dallo Stato (russo) sul territorio dei paesi NATO, in particolare l’attentato alla vita di Sergej e Julija Skripal. Ricorda anche il ritiro della Russia dal trattato sui missili e le minacce “ibride”, anche nel cyberspazio.

Gli esperti raccomandano che la NATO continui ad aderire a un approccio “bidirezionale” nei confronti della Russia. Vale a dire, per resistere alle “minacce e azioni ostili” della Russia in modo deciso, coerente e politicamente unito. Non tornare alla cooperazione, ignorando il “comportamento aggressivo russo”. Allo stesso tempo, lasciare aperta la finestra di opportunità di dialogo “nel caso in cui la leadership russa scelga un percorso più costruttivo”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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