Maduro: “La Colombia aveva un piano per uccidermi il giorno delle elezioni”

Pubblicato il 10 dicembre 2020 alle 6:11 in Colombia Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

All’indomani della vittoria alle elezioni parlamentari, Maduro punta il dito contro Iván Duque, accusandolo di aver pianificato il suo assassinio.

Il presidente del Venezuela ha dovuto cambiare all’ultimo momento il seggio di voto, dopo essere stato allertato da fonti dell’intellingence colombiana di un piano per assassinarlo nel giorno delle elezioni parlamentari. Lo ha dichiarato lo stesso Nicolás Maduro durante una conferenza stampa nella giornata di martedì.

Le autorità venezuelane sono state informate di un imminente attentato per uccidere il presidente in diretta. Un piano che, secondo le fonti colombiane, sarebbe stato orchestrato nel palazzo presidenziale della Colombia.

“Dalla Casa de Nariño, Iván Duque ha partecipato ai piani per assassinarmi il giorno delle elezioni. Tutto è nella fase avanzata delle indagini”, ha dichiarato Maduro.

Il leader venezuelano ha comunicato che le indagini sono tuttora in corso e che al momento non può rilasciare ulteriori dettagli.

Questa domenica Maduro ha dovuto abbandonare il seggio della Scuola Miguel Antonio Caro, situata nel distretto di Catia a Caracas, dove si recava abitualmente a votare. Il presidente ha dovuto votare invece nel complesso militare di Fuerte Tiuna.

Durante la conferenza stampa, Maduro ha denunciato la chiusura dello spazio aereo colombiano ai voli su cui viaggiavano gli osservatori internazionali. Chiusura che ha determinato alcuni ritardi, con conseguenze sull’andamento del voto. Tra gli osservatori internazionali che hanno assistito allo svolgimento delle elezioni spiccano l’ex premier spagnolo José Luis Zapatero, gli ex presidenti Rafael Correa, Evo Morales e Fernando Lugo.

Il Grande Polo Patriottico Bolivariano, la coalizione di partiti che sostiene il presidente Nicolás Maduro, ha ottenuto la maggioranza all’Assemblea Nazionale del Venezuela con il 67,6% dei voti, seguito da Alleanza Democratica, che riunisce i cosiddetti “oppositori dissidenti” con il 17,95%. L’Unione europea ha affermato di non riconoscere il voto di domenica e si dice disposta ad agevolare una transizione pacifica dei poteri.

Anche la Colombia non riconosce i risultati delle elezioni all’Assemblea nazionale che il Venezuela ha tenuto il 6 dicembre, ha dichiarato il Ministero degli Esteri colombiano al termine della giornata elettorale nel Paese confinante.

La Colombia non riconosce i risultati delle elezioni fraudolente del 6 dicembre promosse dal regime illegittimo di Nicolás Maduro senza le garanzie di imparzialità, libertà, pari opportunità, giustizia e trasparenza del sistema democratico”, si legge nel comunicato.

La nota indica che per Bogotá è impossibile riconoscere come legittime le elezioni venezuelane “che si sono svolte senza l’esistenza di un’autorità elettorale neutrale, indipendente e trasparente, e senza la partecipazione di tutte le forze politiche, in particolare l’opposizione democratica perseguitata dal regime”.

Il dicastero diplomatico colombiano è convinto che con le elezioni “fraudolente” di domenica scorsa, il governo di Maduro “cerchi di prolungare l’usurpazione del potere e di garantire il controllo dell’Assemblea nazionale, l’unica istituzione democratica che sopravvive in Venezuela”.

“La Colombia esorta la comunità internazionale a rafforzare gli sforzi nel quadro del diritto internazionale, a sostenere il popolo venezuelano nelle sue aspettative di ripristinare lo Stato di diritto e la democrazia, e nel suo grido di giustizia di fronte a gravi abusi e crimini contro l’umanità”, si legge nel comunicato.

Il Ministero ha ribadito che per superare la sua “crisi multidimensionale” che sta attraversando il Venezuela, sono necessarie “elezioni presidenziali e parlamentari libere, eque e credibili”.

Nel frattempo, anche il ministro degli Esteri brasiliano Ernesto Araújo ha definito “una farsa” le elezioni legislative in Venezuela.

“Il regime di Maduro ha tenuto oggi [domenica] ‘elezioni parlamentari’ in Venezuela per cercare di legittimarsi. Sarà legittimato solo agli occhi di chi apprezza o tollera la dittatura e la criminalità organizzata, il grande complesso politico-criminale del Forum di San Paolo o ‘Socialismo del XXI secolo’. Il risultato di qualsiasi “legittimazione” di Maduro: più oppressione e fame per i venezuelani, più forza per il crimine in tutta la regione”, ha scritto Araújo sul suo account Twitter.

Secondo il ministro degli Esteri brasiliano, “il popolo venezuelano ha respinto la farsa elettorale” con un’affluenza molto bassa, dimostrando che le elezioni legislative non rappresentano la sua volontà. Il Brasile continuerà a lavorare per la ridemocratizzazione del Venezuela. Difenderemo la sicurezza, la dignità umana e la libertà in America Latina e nel mondo”, ha concluso il ministro.

 

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.