Italia-Turchia: la seconda sessione della “Joint Economic Trade Commission”

Pubblicato il 10 dicembre 2020 alle 18:48 in Italia Turchia

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Il 10 dicembre, il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha partecipato in videoconferenza alla seconda sessione della Joint Economic Trade Commission (JETCO) Italia – Turchia.

Secondo quanto riferito dal sito web ufficiale del Ministero degli Esteri italiano, l’agenda dei lavori ha previsto un’intervento di apertura di Di Maio e uno del Ministro per il Commercio turco, Ruhsar Pekcan. Successivamente, il sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano e la Vice Ministra turca del Commercio, Gonca Yilmaz Batur, hanno introdotto e moderato la presentazione degli esiti dei lavori dei tre Gruppi Preparatori della JETCO. Alle 11, ora italiana, si è poi svolto il Business Forum Italia-Turchia, moderato dal sottosegretario Di Stefano e dalla vice ministra Batur.

Si tratta del secondo evento di rilievo per le relazioni italo-turche nel mese di dicembre. Il 3 dicembre, la ministra dell’Interno italiana, Luciana Lamorgese, ha partecipato ad una videoconferenza con il ministro dell’Interno della Repubblica di Turchia, Suleyman Soylu. I due rappresentanti hanno discusso della collaborazione bilaterale per il contrasto all’immigrazione irregolare e al traffico di droga, portato avanti dalle organizzazioni criminali. Inoltre, i ministri hanno affrontato il tema della lotta contro il terrorismo internazionale. Le parti hanno convenuto sulla necessità di implementare l’Accordo Bilaterale di Cooperazione tra le forze di polizia dei due Paesi, in vigore dal 2018, ponendo la massima attenzione alle questioni relative alla sicurezza, al contrasto del terrorismo e alla prevenzione delle partenze dei migranti irregolari verso l’Italia.

La videoconferenza tra i ministri degli Interni arrivava meno di un mese dopo che i ministri della Difesa di Italia e Turchia si erano incontrati a Roma, il 9 ottobre, per discutere di questioni bilaterali e affrontare i temi della sicurezza relativi alla Libia e alla regione del Mediterraneo orientale. In tale occasione, il ministro italiano Lorenzo Guerini ha dichiarato che alcune azioni di Ankara rischiavano di innescare nuove tensioni nel Mediterraneo. Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nel Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. 

Inoltre, l’Italia e la Turchia sono attori importanti in un altro scenario ad alto rischio di conflitto. In merito alla Libia, il 9 ottobre, il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar,  ha dichiarato che Ankara e Tripoli condividono una storia lunga mezzo millennio e ha assicurato che il suo Paese continuerà a compiere ogni sforzo per la stabilizzazione nello Stato nordafricano e di tutta la regione.  “La Turchia sostiene una Libia stabile, indipendente e sovrana in base alle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, ha affermato Akar. La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, e, da allora, non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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